Gasolio e benzina alle stelle anche a Reggio Emilia: il confronto tra i prezzi
Siamo andati a vedere i principali distributori della città e abbiamo fatto il confronto con i costi di una settimana fa e all’inizio della guerra in Ucraina nel 2022
Reggio Emilia Correva l’anno 1973, era sabato 1 dicembre. In Italia, per la prima volta nella storia, le macchine, le moto e qualsiasi mezzo privato, non potevano circolare liberamente per strada. In quella data di 53 anni fa, venne inaugurato il regime di austerity, causato dalla crisi petrolifera scatenata dalla guerra dello Yom Kippur e dal blocco dell'Opec. Il giorno dopo, domenica 2 dicembre, a qualsiasi autoveicolo fu vietata la circolazione nei giorni festivi. I negozi furono obbligati a chiudere prima, il riscaldamento fu limitato, macchine e moto giravano a giorni alterni in base all’ultima cifra della targa. La restrizione durò fino al 2 giugno 1974. Le strade erano deserte e l’Italia subì gravemente le conseguenze della più grande crisi petrolifera della storia. Questo scenario, che ci pare apocalittico, secondo Lorenzo Reggiani, presidente Faib, intervistato dalla Gazzetta giovedì 5 marzo, non è oggi così distopico e lontano dalla realtà.
Per un’analisi oggettiva e quanto più realistica della situazione odierna, abbiamo individuato venti distributori della prima periferia di Reggio Emilia e realizzato il Borsino dei prezzi di benzina e gasolio. Non soltanto: abbiamo messo a confronto i prezzi rilevati il 2 marzo, con quelli che qualsiasi automobilista ha potuto vedere, passando per le strade, nella giornata di ieri. Di più: proprio per un quadro critico, oggettivo, trasparente, li abbiamo paragonati con i prezzi di benzina e gasolio rilevati il 14 marzo 2022, tre settimane dopo l’inizio delle guerra in Ucraina. Comunque, dopo gli aumenti di gasolio e benzina della settimana scorsa, che hanno visto il diesel crescere di 30 centesimi al litro, l’impennata dei prezzi non sembra arrestarsi. Anzi, il costo dei combustibili continua a lievitare inesorabilmente. Anche oggi, come allora, a causa di un conflitto che vede il Medioriente a ferro e fuoco.
Da Hormuz a Reggio
La chiusura dello stretto di Hormuz, i bombardamenti Golfo e ora lo spauracchio dell’ingresso in guerra degli Emirati Arabi, riporta alla memoria quei tempi duri, dove la bicicletta era il mezzo preferito dagli italiani. Non per scelta, ma per necessità. A Reggio potremmo assistere a un remake di quei giorni che sembravano lontani? Difficile dirlo, certo è che anche nella nostra città, il rincaro del carburante è visibile a chiunque sia andato alla pompa a rifornire la macchina: il gasolio in alcuni distributori cittadini ha ampiamente superato i due euro al litro al self, mentre la benzina si attesta tra 1,790 e 1,80 euro al litro. In un distributore Esso di Reggio Emilia, questi sono i prezzi: 2,069 il gasolio al self, 1,819 la benzina al self. Per il servizio di rifornimento servito, invece, si toccano punte di 2,364 in un distributore Ip reggiano. Pensate che il 27 febbraio, prima dello scoppio della guerra in Iran, il gasolio, a prezzo raffineria, si attestava a 1,314 euro al litro. Ieri, invece, sempre a prezzo raffineria, dunque senza il margine di guadagno dell’azienda fornitrice e esente da Iva, la quotazione era di 1,734 euro al litro. Una crescita dunque del 32% in 10 giorni sul valore dell’oro nero sul prezzo di raffineria, che si ripercuote ovviamente in maniera proporizionale sul costo alla pompa.
Prezzi a confronto
Questi aumenti costanti non stanno solo facendo male ai portafogli dei reggiani, ma stanno anche mettendo in ginocchio autotrasportatori, terzisti ed aziende agricole. In un serbatoio di una macchina, per quanto capiente, difficilmente si riescono a stipare più di 60 litri di diesel. Facciamo due cont i: il primo gennaio 2026 il gasolio costava 1,645 al litro, quindi per un pieno da 60 litri, il costo totale era di circa 99 euro. Ieri invece, col diesel a 2 euro al litro, per lo stesso pieno ci sarebbero voluti 120 euro. Un incremento considerevole, certo. Ora consideriamo invece cosa significano questi aumenti per un’azienda che ordina 4000 litri di gasolio alla volta.
«La situazione è drammatica – ha raccontato preoccupato Graziano Pulga, proprietario di un’impresa povigliese che lavora per il consorzio della bonifica – con questi aumenti io arriverò in un mese a spendere 5000 euro in più rispetto a quello che avevo speso appena il mese scorso. Ogni ora di lavoro, perdo tra i 4 e i 5 euro, dato che le mie macchine consumano dai 15 ai 20 litri ogni sessanta minuti. Nell’ultimo ordine di febbraio – ha continuato – pagavo il gasolio 1,30 più iva al litro. Ora siamo ben oltre 1,70 più iva e questo per me, come per tanti altri, è un vero massacro». Parlando della situazione, Graziano Pulga ha concluso dicendo: «Ieri mattina alla pompa il carburante per il diesel era a 2,064. Ieri sera il prezzo invece era 2,109. Non solo aumenta di giorno in giorno, ma anche durante la medesima giornata». © RIPRODUZIONE RISERVATA
