Quando il genere è disumano
Il caso del video del corteo femminista e transfemminista di Non una di meno e i commenti dei “leoni da tastiera”
E poi ci chiediamo perché ci sia bisogno di giornate come l’8 marzo. Che, è bene ricordarlo, non è una festa ma la giornata internazionale della donna. Il video del corteo femminista e transfemminista organizzato da Non Una di Meno a Reggio Emilia, pubblicato sui nostri social, in poche ore ha ottenuto 1300 commenti, ma tra questi la quasi totalità riportava argomentazioni che definire offensive è quasi un eufemismo.
Ne parliamo in un articolo all’interno del giornale di oggi, perché la notizia non è diventata la riflessione proposta dall’associazione, ma purtroppo l’analisi del popolo del web che trova sempre un modo per distinguersi. Così la giornata della donna ci permette di soffermarci su tutto il genere umano e i suoi comportamenti. Quel genere umano che oggi più che mai ha bisogno di esercitarsi con la memoria, con i doveri, con i diritti. Quei diritti delle donne che non sono altro che diritti umani. Due parole per rispondere ai leoni da tastiera: educazione e comunità. Nessuno censura, ma l’offesa non è tollerata. E l’indignazione non è del giornale, che tutti i giorni è sottoposto al giudizio di chi si diverte a ferire con le parole facendosi scudo con uno schermo. L’indignazione è di tutta la comunità, che non può tollerare come l’affermazione di un diritto inalienabile sia oggetto di divisioni politiche animate da odio. Si può non andare in piazza, ma non si può negare il bisogno di fermarsi ogni giorno, e non un solo giorno, sui diritti conquistati e sulla necessità di riflettere sulle disuguaglianze che ancora esistono.
*Direttore della Gazzetta di Reggio