Gattopoli, più di un rifugio per mici. L’appello: «Cerchiamo volontari»
Scandiano: tra le colline di Ventoso sorge la struttura che ospita 30 volontari
Scandiano Tra le colline di Ventoso, vicino Scandiano, sorge il rifugio Gattopoli, gestito da volontari in collaborazione con l’Enpa. Attualmente, Gattopoli ospita oltre 30 gatti tra cuccioli e adulti, molti dei quali recuperati dalle prime colline reggiane e dalle zone montane, dove spesso non esistono convenzioni comunali per la gestione degli animali randagi. Alcuni hanno già trovato una famiglia, ma tanti altri attendono ancora un’adozione responsabile. Chi decide di dedicare qualche ora alla settimana al rifugio per poter dare una mano si trova coinvolto in attività fondamentali: pulizia degli spazi, cura quotidiana dei gatti, gestione delle adozioni con incontri conoscitivi e pratiche burocratiche, accompagnamento dal veterinario per controlli e cure, raccolta di cibo e lettiere spesso grazie a donazioni o liste solidali online.
L’associazione invita chiunque ami i gatti e abbia almeno tre ore libere a settimana a farsi avanti. Non solo: anche chi non può impegnarsi come volontario può contribuire con donazioni di cibo, lettiere o piccoli contributi economici, fondamentali per sostenere le spese quotidiane. Sui social, i volontari di Gattopoli raccontano la loro esperienza: «Ogni gatto che entra qui porta con sé una storia di abbandono o difficoltà. Vederli rinascere grazie alle cure e, soprattutto, vederli uscire dal rifugio per entrare in una nuova famiglia è la nostra più grande soddisfazione» Gattopoli non è solo un rifugio: è un luogo di incontro tra persone e animali, un esempio di solidarietà che arricchisce la comunità di Scandiano e di tutta la provincia di Reggio Emilia. La speranza è che l’appello trovi risposta e che sempre più cittadini scelgano di dedicare tempo e attenzione a questi piccoli amici a quattro zampe. Gattopoli è un presidio fondamentale per la tutela dei gatti randagi a Scandiano. Oggi ha bisogno di volontari e donazioni per continuare a garantire cure e adozioni.
*Studentessa del liceo Chierici © RIPRODUZIONE RISERVATA
