Gazzetta di Reggio

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La vicenda di Santa Croce

Pestati senza motivo, ora il giudice ordina la perizia psichiatrica per uno degli aggressori

Ambra Prati
Pestati senza motivo, ora il giudice ordina la perizia psichiatrica per uno degli aggressori

Reggio Emilia: una perizia anche sullo sfregio al volto dell’autista, che è ancora convalescente dopo la violenza gratuita

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Reggio Emilia Doppio pestaggio a Santa Croce: il gip Andrea Rat (in foto) ha deciso di eseguire degli approfondimenti, disponendo da un lato una perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e di volere di uno dei due imputati 26enni (il dominicano) come richiesto dal difensore, dall’altra di incaricare un consulente tecnico d’ufficio sullo sfregio permanente all’autista. Questi gli sviluppi processuali del clamoroso duplice agguato avvenuto all’alba del 16 settembre dello scorso anno.


Cosa era successo
Quella mattina, un autista di Til che stava andando al lavoro e un runner di 36 anni, furono presi di mira da due persone a bordo di una macchina: in un primo momento l’auto aveva puntato sui passanti cercando di investirli. Poi una volta scesi dall’auto i due oggi a processo si erano avventati sulle loro vittime scelte a caso, pestandoli calci e pugni e arrivando a sfregiare in viso l’autista, tagliato con un coccio di bottiglia. Una violenza non a scopo di rapina e rimasta senza un perché, una violenza cieca originata dalla noia, per l’accusa. Dopo quindici giorni, grazie alle telecamere di cui è disseminata un po’ tutta la zona di Santa Croce, i carabinieri avevano arrestato i responsabili che si trovano in carcere da allora: il dominicano Alberto Wilmer Portoreal Asencio (difeso dall’avvocato Helmut Bartolini) e l’albanese Klevis Hoxhaj(difeso dall’avvocato Federico De Belvis), entrambi già noti alle forze dell’ordine. Gli imputati devono rispondere dei reati di sfregio permanente e di lesioni gravi e aggravate e rischiano dagli 8 ai 14 anni.
 

Le difese
Giovedì in tribunale a Reggio Emilia l’avvocato Bartolini ha chiesto per il suo assistito un processo con rito abbreviato, sia pure condizionato a una perizia psichiatrica su Asencio (al quale sono stati negati per due volte gli arresti domiciliari), poiché – a detta della difesa – soffrirebbe di un disturbo della personalità con insonnia e altri sintomi che potrebbero aver influito sul suo comportamento quel giorno. Il pm Maria Rita Pantani si è opposta. Alla opposizione del sostituto procuratore si sono quindi associati i legali di parte civile delle due persone malmenate, l’avvocato Cinzia Barbetti di Viareggio per l’autista e avvocato Alessandro Occhinegro per il runner. Il gip, tuttavia, ha accolto la richiesta difensiva; così come ha ratificato il rito abbreviato semplice per Hoxhaj, che ha riproposto le sue scuse e, tramite il legale, ha preannunciato l’intenzione di risarcire per quanto è nelle sue possibilità. Di sua iniziativa, inoltre, dopo l’aggravio del capo d’imputazione da parte del pm il giudice ha deciso di affidare ad un consulente tecnico super partes (finora c’è solo la consulenza di parte civile) per valutare l’entità delle lesioni e se lo sfregio sarà permanente per l’autista, tuttora convalescente. «Sebbene ci siamo opposti, il giudice ha voluto sgombrare il campo e dare una connotazione umana all’accaduto, per arrivare a una sentenza pulita: è giusto», ha commentato l’avvocato Barbetti. © RIPRODUZIONE RISERVATA