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Il caso

Rapinatore messo in fuga dallo spray urticante: «Mi hanno aggredito loro», ma resta in cella

Ambra Prati
Rapinatore messo in fuga dallo spray urticante: «Mi hanno aggredito loro», ma resta in cella

Reggio Emilia, l’aggressione è avvenuta in via Monte San Michele: il 30enne ha provato a difendersi in tribunale, ma il suo racconto non è stato creduto dal giudice per l’indagine preliminare Andrea Rat

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Regio Emilia «Tirate fuori i soldi che avete: questa è una rapina». Con queste parole, armato di una bottiglia di vetro, un malvivente ha avvicinato tre giovani pretendendo dei soldi, ma uno del gruppo ha estratto uno spray al peperoncino mettendo in fuga il rapinatore e consentendo ai carabinieri di catturarlo. I carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Reggio Emilia hanno arrestato un 30enne africano, domiciliato in città, per il reato di tentata rapina aggravata.

«Ho solo chiesto se avevano delle monete, quelli mi hanno insultato. Sono io che mi sono sentito minacciato e aggredito», è stata la singolare difesa l’arrestato in tribunale. Il racconto non è stato creduto dal giudice per l’indagine preliminare Andrea Rat: l’indiziato resterà dietro le sbarre. L’episodio è accaduto intorno alle 2 della notte tra martedì e mercoledì scorso, nelle vicinanze di un bar di via Monte San Michele, che a quell’ora aveva chiuso. Il 30enne ha avvicinato tre amici che stavano chiacchierando: secondo quanto affermato in denuncia lo sconosciuto, impugnando una bottiglia di vetro come arma impropria, ha intimato ad un ventenne e ai suoi due amici di consegnare il denaro che avevano altrimenti non li avrebbe lasciati andare. A questo punto però il ventenne ha spruzzato lo spray al peperoncino che portava con sé, senza riuscire a colpire in pieno il rapinatore, che in ogni modo ha desistito e si è allontanato verso via Emilia San Pietro.

I tre giovani hanno lanciato l’allarme alla centrale operativa dei carabinieri. E una pattuglia della Sezione Radiomobile, subito arrivata sul posto, ha intercettato il sospettato poco distante. La perquisizione personale sul 30enne ha permesso di rinvenire, all’interno della tasca della felpa, una bottiglia di birra in vetro, a conferma delle testimonianze. È emerso che il fermato, con cittadinanza italiana, ha dei precedenti penali per furto ed evasione. Perciò per lui è scattato l’arresto in flagranza per tentata rapina aggravata (dall’ora tarda e dall’arma impropria). Il pm di turno, Maria Rita Pantani, ha contestato anche la recidiva reiterata ritenendo che possa essere dichiarato delinquente abituale.

Comparso all’udienza di convalida, il 30enne ha protestato la sua innocenza fornendo una versione ben diversa. A suo dire non si è trattato di una rapina, bensì di un diverbio: alla sua richiesta di elemosina i giovani lo avrebbero insultato fino a spruzzargli contro la bomboletta. L’avvocato difensore Francesco Cupello ha insistito sull’assenza di violenza e minaccia, presupposti del reato, e ha chiesto una misura più lieve rispetto alla detenzione richiesta dall’accusa. Il giudice, però, ha ritenuto il racconto non plausibile e ha confermato il carcere. l© RIPRODUZIONE RISERVATA