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L’antefatto

Kate Middleton a Reggio Emilia, la visita segreta degli emissari di Kensington Palace: ecco come tutto ha avuto inizio

Alice Tintorri
Kate Middleton a Reggio Emilia, la visita segreta degli emissari di Kensington Palace: ecco come tutto ha avuto inizio

Dopo il viaggio della principessa in Danimarca, una delegazione britannica arrivò in città nel massimo riserbo per scoprire da vicino il Reggio Emilia Approach e il modello educativo nato dal pensiero di Loris Malaguzzi

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Reggio Emilia Anno 2001. La mostra “I cento linguaggi dei bambini” nata dal genio del pedagogista reggiano Loris Malaguzzi approda nel Regno Unito. Anno 2005. L’esposizione torna. Le tappe in totale saranno quindici. Ma l’interesse del Regno Unito per quello passato alla storia come Reggio Emilia Approach ha radici ancora più profonde. Sono almeno trecento i pedagogisti inglesi che in delegazione, ogni anno per lungo tempo, hanno raggiunto la nostra città per formarsi.  Il 13 e il 14 maggio ogni riflettore sarà puntato qui per l’arrivo della principessa del Galles, Catherine Middleton, alla scoperta di quel modo di educare tutto reggiano che ha fatto la storia.  A raccontarci di come tutto sia nato è Marwa Mahmoud, assessora alle politiche educative del Comune di Reggio Emilia.
 



Tutto inizia in Danimarca, a Copenaghen, dove Catherine Middleton si recò nel 2022 per la prima missione ufficiale del Royal Foundation Centre for Early Childhood. «Quattro anni fa, dopo quel viaggio che portò la principessa a scoprire una scuola che tanto aveva in comune con le nostre, Reggio Children scrisse alla fondazione reale per una presentazione ufficiale» racconta Mahmoud. Poi il tempo passa. I contatti ci sono, ma i Paesi cambiano. In Gran Bretagna le risorse destinate alle politiche educative subiscono una forte pressione. La possibilità di viaggiare e raggiungere la capitale dell’educazione italiana, per gli educatori anglosassoni, in parte viene meno. Ma l’interesse non si spegne, anzi.
 


«Le condizioni sono cambiate, ma quando c’è passione si può fare tutto – prosegue l’assessora –. Abbiamo costruito momenti di incontro, con modalità differenti, adeguandoci alle necessità». Poi, qualche mese fa, dalla Gran Bretagna arriva una delegazione di rappresentanti della Royal Foundation, di Kensington Palace e dell’ambasciata britannica. Visitano i luoghi pensati da Malaguzzi e poi, negli anni, calcati da Gianni Rodari, Dario Fo, Zygmunt Bauman, Margherita Hack, Santiago Calatrava e tantissimi altri. Chiedono, osservano, studiano, si lasciano spiegare. «Tutto nella massima discrezione, senza specificare mai a chi fossero destinate le informazioni che stavano raccogliendo» racconta Mahmoud. Le parole di quella delegazione, che raccontano degli «asili più belli del mondo» e di quell’educazione a forma di sogno nata e cresciuta a Reggio Emilia superano la Manica. E arrivano alla principessa del Galles. «Circa un mese fa comincia ufficialmente tutto». La genesi delle nostre scuole, il loro rapporto simbiotico con la comunità, il ruolo delle donne e quello della natura, l’attivismo, l’educazione nella vita quotidiana. Questo è quello che alla principessa interessa guardare da vicino «e la città – conclude l’assessora – è pronta a mostrarsi col cuore pieno d’orgoglio».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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