Gazzetta di Reggio

Reggio

Il caso

Preparava un attentato per lo Stato Islamico: l’allarme lanciato dalla madre dalla Germania. Il 22enne era appena stato dimesso da un ricovero psichiatrico

Ambra Prati
Preparava un attentato per lo Stato Islamico: l’allarme lanciato dalla madre dalla Germania. Il 22enne era appena stato dimesso da un ricovero psichiatrico

Reggio Emilia: la donna ha riferito alla polizia le intenzioni del giovane che aveva smesso le terapie

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia «Mio figlio sta dicendo cose preoccupanti». È stata la telefonata della madre, dalla Germania, a far scattare l'allarme che ha portato al fermo del 22enne accusato di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale. Gli investigatori hanno raccolto la segnalazione mentre il giovane, italiano di origini marocchine e già noto agli apparati di prevenzione, si trovava a Reggio Emilia. Secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe manifestato l'intenzione di compiere un attacco armato nel centro storico e sarebbe stato in contatto con un presunto sostenitore del Daesh disposto a istruirlo e finanziarlo per compiere un attentato. A Reggio Emilia il 22enne aveva appena terminato, dieci giorni fa, un ricovero di tre mesi per un aggravarsi delle condizioni – i genitori erano venuti a trovarlo -, per poi sparire e non presentarsi più agli appuntamenti fissati al Centro di salute mentale. 
 


Durante l’udienza di convalida in tribunale, il giovane è parso poco consapevole e disturbato: poiché a tratti rideva, un agente gli ha raccomandato di non farlo davanti al giudice. Ben si capisce che, su consiglio dell’avvocato difensore d’ufficio Maurizio Colotto, il 22enne abbia scelto il silenzio. Il legale ha chiesto una perizia psichiatrica poiché ritiene che il fermato sia incapace di intendere e di volere e, quindi, non giudicabile per un reato così grave come l’arruolamento con finalità di terrorismo internazionale, che prevede pene dai 7 ai 15 anni per chi arruola e dai 5 agli 8 anni per chi viene arruolato.

Il giudice Francesco Panchieri non ha accolto la richiesta, che tuttavia è stata verbalizzata. Il fermo è stato convalidato e il 22enne resta in cella: ora la competenza passa alla Dda di Bologna. «Risulta che il ragazzo abbia un precedente penale in Germania per simulazione di reato, per episodi analoghi», ha premesso l’avvocato, che pur non riscontrando documentazione medica negli atti ha sottolineato più volte la condizione di patologia psichiatrica. «Il ragazzo ha dichiarato di essere uscito da un ricovero psichiatrico a metà maggio, iniziato a metà febbraio. Da un punto di vista difensivo ho ritenuto opportuno porre il quesito se il giovane fosse in grado di partecipare coscientemente al processo. Qui eravamo in udienza di mera convalida di fermo, ma lo scopo era comunque quello di evidenziare i temi di psicopatologia che emergono, a mio avviso in maniera evidente, anche in relazione alla richiesta di misura cautelare non condivisa. Il mio assistito si è avvalso della facoltà di non rispondere e mi è parso in totale confusione». L’avvocato fa intendere che non siamo di fronte a un nuovo caso Salim El Koudri, il 31enne che il 16 maggio scorso ha falciato dieci persone in via Emilia a Modena ma di un giovane anche con problemi di neurosviluppo. «Non credo affatto che il carcere sia il luogo adatto per una persona così problematica, piuttosto ha bisogno di essere seguito da medici competenti». Nel pomeriggio l’avvocato ha contattato la madre, intenzionata a venire a Reggio Emilia per seguire il figlio e riportarlo alle cure. l © RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google