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Svastica sulla porta del professore all’Università di Parma: vandalizzati gli adesivi antifascisti

Serena Arbizzi
Svastica sulla porta del professore all’Università di Parma: vandalizzati gli adesivi antifascisti

Reggio Emilia, Fabio Landini, residente a Massenzatico, è docente di economia applicata

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Reggio Emilia Una svastica disegnata sulla porta dell’ufficio del professor Fabio Landini, al posto di adesivi antifascisti. È avvenuto nei giorni scorsi, l’episodio denunciato dallo stesso docente, residente a Massenzatico e professore di economia applicata all’università di Parma. L’ufficio del docente si trova nella Palazzina Feroldi del plesso D’Azeglio-Kennedy, e proprio qui è avvenuto l’imbrattamento.

«Persone che al momento restano ignote hanno vandalizzato la porta del mio studio in università, rimuovendo adesivi sul lavoro dignitoso e sull’iniziativa Parma Antifascista e disegnando al loro posto una svastica - racconta il docente -. Non è un attacco che riguarda solo me, ma tutte le persone che si riconoscono in questi valori, peraltro fondativi della nostra Costituzione. Ringrazio tutti i colleghi e le colleghe che mi hanno espresso la loro solidarietà». «Non saranno queste minacce ad impedirci di coltivare l’antifascismo nelle aule, nella ricerca e in tutti gli spazi di dibattito pubblico», promette il professor Landini.

Sul fatto, il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione dell’università di Parma, nella seduta di giovedì, hanno approvato all’unanimità una mozione di condanna. L’Ateneo ha inoltre già agito in sede giudiziaria provvedendo alla denuncia. Questo il testo della mozione approvata dal Senato Accademico e anche dal Consiglio d’Amministrazione: «A fronte di un grave episodio di vandalismo che si è verificato nei giorni scorsi nella Palazzina Feroldi del Plesso D’Azeglio-Kennedy, attraverso il quale dalla porta dello studio di un docente sono stati deliberatamente rimossi alcuni adesivi riconducibili all’iniziativa “Parma Antifascista” ed è contestualmente stata tracciata una svastica, il Senato Accademico esprime ferma e unanime condanna del gesto, che giudica di estrema gravità».

Il Senato Accademico rimarca che quel gesto «assume il carattere di un’inaccettabile provocazione e di un atteggiamento intimidatorio e sopraffattorio, del tutto incompatibile con i valori fondanti dell’Università di Parma, e sottolinea che l’utilizzo di un simbolo legato all’ideologia nazista, alla violenza e alla negazione dei valori democratici rappresenta un’offesa non soltanto nei confronti del docente direttamente coinvolto ma dell’intera comunità universitaria. Il Senato Accademico ribadisce con forza che simili gesti o comportamenti non possono trovare alcuno spazio all’interno dell’Università di Parma, che è luogo di studio, ricerca e libero confronto, fondato sul rispetto della persona, sul dialogo, sul pluralismo, sull’inclusione e sui principi sanciti dalla Costituzione della Repubblica».

«Tanto più in un momento storico in cui si registrano con crescente frequenza preoccupanti manifestazioni di intolleranza e radicalizzazione, fenomeni che impongono alle istituzioni pubbliche, e all’Università in primo luogo, una decisa riaffermazione di valori e principi democratici fondamentali, il Senato Accademico desidera esprimere la più ferma condanna di quanto accaduto, rimarca l’Ateneo.

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