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Reggio Emilia con i famigliari delle vittime del 2 agosto 1980: «La lettera di Bellini alla Gazzetta, messaggio in codice?»

Dalla nostra inviata Serena Arbizzi
Reggio Emilia con i famigliari delle vittime del 2 agosto 1980: «La lettera di Bellini alla Gazzetta, messaggio in codice?»

Il discorso di Lambertini. Il sindaco Massari: «Vicini a chi ha perso i propri cari»

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Bologna Hanno partecipato a migliaia al 46esimo anniversario della strage di Bologna. Numerosi e toccanti i passaggi del presidente dell'associazione dei famigliari delle vittime, Paolo Lambertini, al suo primo discorso in questo ruolo. Non mancano i riferimenti a Reggio Emilia, come quello alla lettera inviata al nostro giornale da Paolo Bellini, condannato in via definitiva per la strage. «Bellini nei mesi scorsi dal carcere di Padova ha  recapitata alla Gazzetta di Reggio, annunciando di voler chiedere l’eutanasia. Siamo oramai abituati a questo tipo di comunicazioni. È un messaggio? A chi si sta rivolgendo Bellini? Forse sono messaggi perché si sta indagando a Caltanissetta sui suoi rapporti con Cosa Nostra per le stragi del ’92? O perché sono in corso indagini a Firenze per la strage di Via dei Georgofili del ’93? Certo non comunica più ai suoi appoggi degli anni ’70 come furono gli avvocati ed ex parlamentari del MSI Franco Mariani e Stefano Menicacci, quest'ultimo legale di Stefano Delle Chiaie; o come Ugo Sisti, nel 1980 Procuratore capo di Bologna, che la mattina del 4 agosto, con la città ancora scioccata e con le macerie della stazione ancora fumanti, venne trovato dalla polizia alla Mucciatella, ovvero l'hotel gestito dal padre di Paolo Bellini. Per riposarsi, dichiarò.

Certo Bellini non parla a chi è deceduto. Molto più probabilmente parla agli eredi di quello stesso sistema infetto che riuscì persino a togliere la scritta “Bologna” da una importante prova, oggi nota come “documento Bologna”, che ha permesso di ricostruire i flussi di denaro utilizzati per finanziare la strage. Conosciamo il nome del finanziere che tolse la dicitura “Bologna”, ma da chi partì l’ordine? Le domande senza risposta sono ancora molte», dichiara Lambertini.

Il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, presente alla commemorazione, insieme a numerosi altri rappresentanti delle istituzioni locali reggiane, ha espresso vicinanza ai famigliari delle vittime. E ha espresso solidarietà alla nipote di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto il 19 luglio durante un fermo di polizia.

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