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Il Peace in Po sta per tornare: ecco chi l’ha comprato e quando riaprirà

Mauro Pinotti
Il Peace in Po sta per tornare: ecco chi l’ha comprato e quando riaprirà

Guastalla: il locale simbolo del lido sul Grande fiume è stato acquistato da Alessandro Schiroli e la moglie. Presto il via ai lavori

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Guastalla Dopo quasi un anno di silenzio, il Peace in Po si prepara a tornare. Il locale simbolo delle serate sul Lido Po, punto di ritrovo per generazioni di giovani, è stato rilevato una settimana fa da Alessandro Schiroli e dalla moglie Ons Arbi, che hanno acquistato sia la pizzeria La Quadra dalla precedente società Il Faro snc di Marco Luppi, e lo spazio estivo già gestito da Guido Chiericati che è stato costretto alla chiusura suo malgrado.

Da quel 16 novembre 2025, tutto era rimasto immobile. Sulla vetrata della pizzeria campeggia ancora il cartello “Chiuso per ferie”. All’interno, arredi di legno e pietra coperti di polvere; all’esterno, gli stendardi logori del Peace in Po e i chioschi consumati dalle intemperie. Una fotografia di abbandono che racconta un anno senza uno dei luoghi più frequentati della Bassa reggiana. Schiroli, già coinvolto in passato nell’attività della Baia di Casalmaggiore (dalla quale oggi è completamente estraneo) e titolare della Baia 2 di Luzzara, spiega che la riapertura era nelle sue intenzioni già in primavera: «Avrei voluto aprire con quello che c’era, ma non è stato possibile perché mancavano diversi documenti. Dagli incontri con Comune, Aipo e Arpae sono emerse criticità che andremo a risolvere. Detto questo, vogliamo ripartire al più presto: in autunno lavoreremo sulle parti interne, poi dopo l’inverno sistemeremo l’esterno per essere pronti alla stagione estiva 2027».

Il 2026 è stato un anno senza Peace in Po: i giovani hanno ripiegato su altri locali della zona. Ieri il sindaco Paolo Dallasta e l’assessore al commercio Gianluca Crema hanno incontrato i nuovi proprietari. Dallasta ha ricordato la complessità della vicenda: «L’amministrazione ha seguito la situazione fin dai primi giorni della chiusura. È una questione intricata, che riguarda rapporti tra privati e superfici di proprietà dello Stato: il Comune non è un attore diretto e non può determinare autonomamente la soluzione. Nonostante ciò, abbiamo fatto tutto il possibile, mettendo a disposizione informazioni, supporto e un canale di dialogo costante. Da fine anno a oggi il confronto è stato serrato, in certi periodi addirittura quotidiano. Accogliamo con favore l’accordo raggiunto: ora si può guardare alla riapertura nel più breve tempo possibile. Strutture così complesse richiedono lavori importanti, ma questa è l’occasione per riportare l’area agli standard previsti dalla normativa».

L’assessore Crema ha sottolineato il valore identitario del Lido Po: «È una zona strategica, un luogo del cuore legato alla storia di generazioni. Le passate amministrazioni l’hanno valorizzato, trasformandolo in un punto d’attrazione capace di richiamare visitatori anche da fuori provincia. L’obiettivo è tornare a vivere appieno il Lido, dotandolo di servizi all’altezza delle sue potenzialità. La riapertura non significa solo restituire un luogo amato, ma rilanciare un polo d’attrazione fondamentale. Anche quest’anno, nonostante la chiusura del locale, il Lido ha continuato ad attirare persone: gli eventi estivi hanno avuto successo e, in occasioni speciali come l’eclissi, tantissimi hanno scelto di radunarsi in riva al fiume. Questo dimostra la forza di un luogo con un’identità profonda, sostenuta anche dalle attività commerciali che continuano a operare garantendo vitalità».  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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