Boretto piange Roberto Ascari, il gelataio dei gusti originali entrato nella guida del Gambero Rosso
Aveva 77 anni. Aveva fondato l’omonima gelateria di via Carrara a Santa Croce nel giugno del 2005
Boretto Si svolgeranno questa mattina i funerali di Roberto Ascari, storico gelataio di Santa Croce, persona molto conosciuta e benvoluta in tutto il paese. L’uomo, classe 1949, avrebbe compiuto 77 anni tra pochi mesi, e da anni combatteva strenuamente contro una malattia che ha sempre affrontato con coraggio, determinazione e soprattutto ottimismo, com’era nel suo carattere. Ascari – che lascia la moglie Luciana, ex assessore comunale, i figli Luca e Silvia, quattro nipoti, i fratelli, la sorella e altri parenti - aveva fondato l’omonima gelateria di via Carrara a Santa Croce nel giugno del 2005 dopo aver maturato una lunga esperienza nel settore in quanto aveva lavorato per quasi trent’anni come venditore di macchine per fare proprio il gelato.
La gelateria - oggi condotta dalla figlia Silvia, che ha iniziato nel 2015, e alcune collaboratrici - è uno dei luoghi di incontro più popolati della frazione e nel tempo si è contraddistinta per la creazione di gusti originali alternativi e legati al territorio, come ad esempio la crema al gusto di cipolla borettana, la lavanda al sambuco, ma anche il lambrusco, la zucca, il parmigiano reggiano e tanti altri. A premiare il lavoro della gelateria, inoltre, l’inserimento per diversi anni nella guida delle gelaterie d’Italia da parte del Gambero Rosso. Ascari era anche un uomo di sport, in quanto per quindici anni è stato l’allenatore dei Ciccisbey (a cui ha anche dedicato un gusto di gelato) squadra di calcio amatoriale borettese fondata nel 1989, che in Roberto ha sempre visto, oltre alla figura di mister, anche quella di guida per tanti ragazzi che hanno vestito la maglia giallonera. I funerali si terranno questa mattina alle 9.30 con partenza dall’abitazione di via Gramsci a Santa Croce per la chiesa della frazione, e al termine la salma sarà tumulata nel cimitero di Boretto. La famiglia – che tiene a ringraziare i medici Maria Elena Nizzoli del Core e Paolo Manotti, oltre all’assistenza domiciliare e alla signora Elisa e al signor Luigi per le premurose cure prestate – chiede in memoria dell’estinto non fiori ma eventuali offerte agli Amici del Day Hospital Oncologico dell’ospedale di Guastalla. l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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