Le Steakbeerhous di Dorel Burlea nella guida Braciami Ancora
Il riconoscimento per i locali di Scandiano e Montecchio Emilia dalla piattaforma fondata dal giornalista Michele Ruschioni
Scandiano C’è anche la firma dello chef e imprenditore Dorel Burlea nella prestigiosa guida curata da Braciami Ancora. Le sue Steakbeerhouse di Bosco di Scandiano e Montecchio sono state attenzionate dalla più importante piattaforma editoriale e network di riferimento in Italia dedicato alla cultura della carne e della cottura alla griglia. Fondato dal giornalista Michele Ruschioni, il progetto nasce con l’obiettivo di raccontare le eccellenze del settore attraverso reportage, recensioni e una guida che mappa le migliori steakhouse e macellerie della penisola.
Un riconoscimento di rilievo che giunge in modo del tutto inaspettato per il ristoratore reggiano di origine moldava, entrato nel circuito senza sollecitare alcuna candidatura, ma unicamente sulla base della reputazione costruita sul campo. «Sono stati loro a contattarmi direttamente. A dire il vero non conoscevo ancora questa realtà», ammette Burlea ricordando il primo contatto con la redazione. Gli ispettori del network coordinato da Ruschioni si sono recati nella sede di Bosco per valutare in prima persona la proposta gastronomica e l’impostazione del servizio. Nel corso della prova ad assaggio, la selezione si è concentrata sulle specialità simbolo della casa: «Hanno ordinato il carpaccio, la tartare preparata al momento dal cameriere al tavolo e la nostra “Neyuki”, una carne di provenienza italiana lavorata secondo la filosofia e i tagli della tradizione giapponese».
Il giudizio favorevole degli esperti rappresenta il coronamento di un lungo percorso di ricerca sulle materie prime, sui processi di frollatura e sui tagli da proporre al pubblico. L’attestato ufficiale inviato dalla direzione editoriale è già stato destinato all’esposizione: «Per il momento l’ho esposto nel locale di Montecchio. Per la sede di Bosco ho già la targa disponibile ma devo ancora completare l’installazione all’interno della struttura nei prossimi giorni. L’attestato è comunque già arrivato». I riscontri e l’inserimento nel network guidato da Ruschioni stanno già producendo i primi effetti concreti sui flussi della clientela. L’auspicio è che la visibilità possa richiamare ulteriori appassionati da fuori provincia: «Sicuramente ci sarà un’ulteriore affluenza di persone che scopriranno la nostra realtà attraverso la consultazione della guida». Una dinamica che si affianca a un trend già consolidato nei locali di Dorel, dove gli avventori da fuori territorio rappresentano una quota rilevante: «I nostri clienti abituali continuano a frequentare la steakhouse, ma registriamo un continuo ricambio con nuovi avventori da fuori regione. Arrivano clienti da Venezia, oltre che dalle province di Mantova, Verona e Modena. A Montecchio accogliamo regolarmente persone da Fidenza, Ferrara e Parma».
Il bilancio operativo delle strutture dedicate alla carne – con la sede di Bosco avviata da quasi due anni e quella di Montecchio prossima al primo anno – registra indici in crescita uniforme: «I risultati sono in costante aumento», conferma lo chef. Sullo sfondo resta un traguardo ambizioso: la possibilità di scalare la classifica nazionale delle prime 50 bracerie promossa da Ruschioni e dal suo team. «È un obiettivo difficile ma non impossibile. Spero di poter rientrare nella selezione finale. In Italia la concorrenza è alta e ci sono ottime realtà, ma crediamo molto nel valore del nostro lavoro». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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