Il “decalogo” dei sindaci reggiani per Elly Schlein: le 10 proposte dei territori nel programma del Pd
I primi cittadini sono partiti dai contenuti dell’incontro tenutosi a inizio settembre intitolato: «È sempre colpa del sindaco»
Reggio Emilia Un decalogo di impegni da portare nel programma nazionale del Pd, consegnato alla segretaria Elly Schlein, a margine del suo intervento alla Festa nazionale dell’Unità. Lo hanno consegnato i sindaci reggiani del centrosinistra, partendo dalle esperienze e dal contatto con la realtà vissuto sulla propria pelle. I sindaci sono partiti dai contenuti dell’incontro tenutosi a inizio settembre intitolato: «È sempre colpa del sindaco».
«Crediamo che per ridare forza alla Repubblica sia necessario un nuovo patto tra lo Stato ed i Comuni, che devono essere rimessi in grado di esercitare l’autonomia prevista dalla Costituzione, in termini di responsabilità e di risorse - afferma Emanuele Cavallaro, sindaco di Rubiera e referente provinciale per l’Anci -. La segretaria ha apprezzato: proprio in queste settimane il cantiere del programma è aperto e decisamente importante». Sono dieci gli impegni da portare nel programma nazionale. Primo, un patto nazionale per Comuni e comunità locali, con attuazione piena dell’autonomia costituzionale e un federalismo municipale cooperativo. Un patto esplicitamente coerente con la Carta europea dell’autonomia locale e con un’Europa che riconosca città e territori come protagonisti.
Secondo, i sindaci chiedono «più risorse stabili e programmabili, revisione della finanza locale e bandi riportati alla loro funzione: strumenti, non lotterie». Terzo, il superamento dei vincoli anacronistici sul personale, nuova attrattività del lavoro pubblico locale e vera semplificazione amministrativa. Quarto, dai Comuni arriva la richiesta di una «strategia progressista sulla sicurezza che rafforzi lo Stato, coinvolga i territori e tenga insieme legalità, integrazione e prevenzione». Quinto, non manca l’attenzione al clima, con la richiesta un piano pluriennale per manutenzione, adattamento climatico e dissesto, con un programma nazionale straordinario per il comfort climatico, la sicurezza e l’efficienza energetica delle scuole pubbliche. «Dentro la stessa strategia va rafforzata la resilienza delle infrastrutture civili e dei sistemi di protezione civile nelle politiche nazionali ed europee di sicurezza e difesa», chiedono i sindaci. Va anche prestata attenzione alla «transizione energetica accompagnata da pianificazione comunale, partecipazione delle comunità e responsabilità di chi produce impatti sul territorio».
Settimo, i fondi strutturali per la gestione dei servizi sociali, educativi, per anziani e disabilità: non solo edifici, ma servizi che possano funzionare ogni giorno. E un ruolo strutturato dei Comuni nella concertazione sulla sanità territoriale, sulla presenza dei medici di medicina generale e sulla tutela dei presidi di prossimità. Ottavo, la cooperazione effettiva nella lotta alla criminalità organizzata, al caporalato, al lavoro povero e all’evasione e migliore integrazione delle banche dati pubbliche. Dai territori arriva, inoltre, la richiesta di «una riforma organica dell’architettura istituzionale, fondata su sussidiarietà, cooperazione e chiarezza delle competenze». I sindaci puntano poi sull’allineamento «tra poteri e responsabilità: chi è chiamato a rispondere ai cittadini deve poter decidere; chi decide deve essere riconoscibile e responsabile».
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