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Intercultura, il mondo che passa da Reggio Emilia: studenti in partenza e nuovi ragazzi in arrivo

Alice Tintorri
Intercultura, il mondo che passa da Reggio Emilia: studenti in partenza e nuovi ragazzi in arrivo

Sono 14 gli studenti attualmente partiti, mentre il territorio continua ad accogliere giovani da tutto il mondo: storie di famiglie, nuove amicizie e luoghi lontani che diventano casa

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Reggio Emilia Salire su un aereo a sedici anni per atterrare in una nuova realtà che presto o tardi si imparerà a chiamare casa. Ce li immaginiamo con il naso attaccato al finestrino, un po’ commossi, coraggiosi e incoscienti come si sa essere soltanto a quell’età. Ogni anno sono circa 1.800 i ragazzi e le ragazze italiani che scelgono di vivere un’esperienza di studio all’estero attraverso Intercultura, un’associazione di volontariato senza scopo di lucro che da oltre settant’anni promuove programmi di mobilità scolastica internazionale, coinvolgendo oltre sessanta Paesi nel mondo. Dal 1955 ad oggi sono più di 55.000 gli studenti partiti dall’Italia per le destinazioni più disparate: dall’Africa all’America Latina, dall’Oceania agli Stati Uniti e all’Europa fino all’Asia. Mete diverse e non convenzionali, attraverso le quali è automatico intuire l’obiettivo che orienta le attività e le iniziative di Intercultura: entrare a far parte di una realtà nuova, vivere, attraverso un’immersione totalizzante, all’interno di una famiglia diversa dalla propria, confrontarsi con lingue, abitudini, usi e costumi differenti.

A Reggio Emilia i primi studenti statunitensi sono arrivati nel 1963. Sono immortalati in una foto in bianco e nero, mentre sorridono, eleganti e impeccabili, davanti al teatro Valli. Dopo di loro, i ragazzi e le ragazze che hanno raggiunto l’Emilia con Intercultura sono stati tanti. Uno scatto risalente al 1963 congela l’amicizia tra Yuki, arrivata dal Giappone, e Kaisa, dalla Finlandia, in un girotondo in piazza dei leoni. Poi c’è l’immagine più recente: quella che ritrae le famiglie e i volontari reggiani al momento dell’accoglienza degli studenti stranieri, arrivati a Reggio Emilia, alla stazione Mediopadana, per l’anno scolastico 2025-2026. Nella provincia reggiana il viavai globale è gestito dal centro locale di Intercultura, trenta volontari attivi nell’orientare i ragazzi e le ragazze in arrivo e in partenza.

Attualmente, gli studenti del nostro territorio che si trovano all’esterno con l’associazione sono quattordici: cinque partecipano a un programma annuale, in Repubblica Ceca, Stati Uniti, Irlanda e Finlandia; in sette, lontano da casa, passeranno sei mesi in Messico, Uruguay, Finlandia, Regno Unito, Stati Uniti, Brasile e Argentina; uno di loro resterà in Germania per un trimestre, un altro in Irlanda per un mese. Per tre di questi ragazzi è stato inoltre possibile usufruire di una borsa di studio territoriale, abbattendo significativamente i costi per la partenza. C’è chi il volo lo prende per andare lontano. E c’è anche chi, sull’aereo, sale per raggiungerci. Per quanto riguarda l’accoglienza, nell’ultimo anno, il centro locale di Intercultura ha seguito sette studenti stranieri: quattro ragazzi per programmi annuali, provenienti da Stati Uniti, Giappone, Turchia e Ungheria; due studenti dal Brasile e dal Cile, che a Reggio Emilia hanno trascorso un semestre; e un ragazzo costaricano che in città ha passato due mesi.

A questi si aggiungono i nuovi arrivi: il 12 settembre è stata accolta una ragazza proveniente dalla Finlandia, che trascorrerà un intero anno a Reggio Emilia, vivendo con una famiglia ospitante del territorio e frequentando il liceo artistico Gaetano Chierici. Fare i bagagli e affrontare la vita in un altro Paese, in alcuni casi dall’altra parte del mondo, è un’avventura che rivoluziona. Lo raccontano, con commozione, le parole dei ragazzi, ormai adulti, partiti con l’associazione. Irene, che nel 1990 ha trascorso un intero anno negli Stati Uniti, scrive: «Intercultura sono luoghi diversi da chiamare casa, destini incrociati e occhi nuovi con cui leggere la realtà, tante scarpe diverse dentro cui camminare». Valeria, che nel 2014 dal Cile è arrivata a Reggio Emilia parla di «un’esperienza che cambia la vita. È vivere le diverse culture di ogni posto e viaggiare non solo perché è bello, ma con un senso più profondo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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