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Il retroscena

Parcheggio Zucchi, anche nel 2018 Lodetti aveva chiesto 4,5 milioni di buonuscita per andare via

Massimo Sesena
Parcheggio Zucchi, anche nel 2018 Lodetti aveva chiesto 4,5 milioni di buonuscita per andare via

Reggio Emilia: dopo appena sette anni dalla firma si parlava già di addio

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Reggio Emilia L’exit strategy, la volontà di rescindere il contratto tra il Comune e la Reggio Parcheggi, la società che gestisce dal 2011 il parcheggio a raso di piazza della Vittoria, non nasce con l’avvento della giunta Massari. Addirittura sarebbe dal 2018 che il titolare della società che aveva costruito il parcheggio secondo un project financing era disponibile a lasciare. Il retroscena si è fatto strada in questi giorni che ci separano dal 4 ottobre, data in cui Filippo Lodetti Alliata e il comune di Reggio si separeranno e il comune tornerà nel pieno possesso degli stalli a raso del Park Zucchi, oltre che dei box auto del parcheggio sotterraneo di piazza della Vittoria.



E il retroscena non riguarda tanto la data, il 2018, che peraltro può comunque destare qualche perplessità il fatto che appena sette anni dopo la firma, i gestori fossero già pronti a lasciare. Il vero particolare suggestivo all’interno di questo tuffo nel passato riguarda il fatto che anche allora... ci fu una trattativa, o quantomeno un abbozzo di trattativa. Una trattativa che non proseguì e c’è chi dice che non proseguì proprio per una questione economica.

Già allora, infatti, per uscire di scena, l’Ad della società Reggio Parcheggi chiedeva una buonuscita. E la buonuscita – dicono i ben informati – oscillava tra i 4 e i 5 milioni di euro. Che è più meno quello che sta per riuscire a spuntare Lodetti Alliata nella trattativa che è arriva al dunque nel luglio scorso. Da cosa nasce questa cifra che oggi fa storcere il naso a tutti? Chi ha seguito il “parto” della trattativa di questa estate sottolinea come un peso l’abbiano avuto le rimostranze di Lodetti Alliata rispetto ai mancati introiti nel periodo del Covid. Così almeno il numero uno di Rep avrebbe spiegato la mancata corresponsione dei canoni al Comune così come prevedeva la convenzione. Ma sarebbe ancora più interessante sapere da cosa nasceva la cifra che avrebbe fatto tramontare la trattativa nel 2018. Possibile che a otto anni di distanza il valore della buonuscita non sia sceso? La domanda continuerà ad aleggiare almeno fino al giorno della firma di questo divorzio atteso – a quanto pare da ambo le parti – da tanti anni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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