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Il lutto

Addio al socialista Primo Medici: una vita spesa per gli altri

Luciano Salsi
Addio al socialista Primo Medici: una vita spesa per gli altri

Reggio Emilia, ex consigliere e assessore, aveva 81 anni: «Sempre pronto a dar battaglia»

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Reggio Emilia La lunga malattia l’aveva tolto dalla scena pubblica, ma chi l’ha conosciuto non dubita che diversamente non avrebbe rinunciato a offrire la sua competenza agli amministratori della nostra città «anche per voltolare un sasso», come Niccolò Machiavelli scriveva dall’esilio nella lettera al Vettori. Primo Medici è morto all’età di 81 anni. Il tramonto inglorioso della prima Repubblica aveva travolto il suo partito, il Psi, privandolo degli incarichi in cui profondeva tanto impegno. Tuttavia manteneva e dichiarava la fedeltà agli ideali della sinistra socialista, che, indirizzandolo nella corrente lombardiana, nel 1964 l’avevano condotto ad aderire allo Psiup, il Partito socialista di unità proletaria divenuto nel 1972 il «partito scomparso in un pomeriggio». Quindi dopo un breve tragitto nel Pdup si era ritrovato con gli antichi compagni in ciò che resta del vecchio Psi.

Mauro Del Bue, che ne è il depositario indiscusso, lo ricorda con affetto e commozione: «Primo Medici se n’è andato. Aveva trascorso sessant’anni nella politica. Gran parte dei quali nel Psi come dirigente, ma anche come militante. Mai un atteggiamento di superiorità. Mai un diniego a fare le cose più umili. Sempre con l’entusiasmo di un bambino. A sedici anni, iscritto alla Fgsi, fu in piazza contro il governo Tambroni nei sanguinosi giorni del luglio del 1960». Medici, infatti, militò attivamente nella Cgil, il sindacato che proclamò lo sciopero del 7 luglio. Nel 1972, dopo lo scioglimento dello Psiup, ritornò alle origini. «Poco dopo – riferisce Del Bue – Primo rientrò nel Psi. Alle elezioni del 1980 fu eletto consigliere comunale di Reggio e poi assessore al Commercio. Si dimise nel 1982 in seguito alla scelta del Psi di uscire dalla giunta comunale. E riprese il suo posto di lavoro alle Farmacie. Fu poi presidente della Servizi città, l'azienda comunale che si occupava di rifiuti».

Dopo “tangentopoli” Medici fu tra quelli che cercarono di ricostruire il Psi nell’ambito del centrosinistra. «Fu – sottolinea Del Bue – uno dei pochi a non arrendersi. Sempre pronto a dar battaglia. In molti o in pochi non gli faceva differenza. Per gli altri più che per se stesso. Con generosità e lealtà. Primo possedeva l’ingenuità di un ragazzo alle prime armi e la saggezza di un esperto dirigente. Indimenticabile anche nei gesti. Quel suo stringere la mano a tutti era un atto di estrema affabilità. Quel suo presentarsi con il suo solito “Piacere, Primo Medici” era una parola d’ordine. Quando qualcuno si trovava in difficoltà lui accorreva. Grazie Primo, perché ti sei dato da fare anche per me. Molto e con un sorriso. Sempre». Sono molte le altre testimonianze d’affetto da parte di compagni e amici. Davide Vasconi ne celebra la «limpida e inarrestabile militanza» nella sinistra socialista. «Ricordo - attesta Fausto Giovanelli - una persona dolce e cordiale, un uomo politico con le stesse caratteristiche della persona. Davvero ha fatto onore al Partito Socialista che merita certamente un posto migliore nella storia di quello che non ha oggi nel senso comune e nella cronaca». «Quanti ricordi - scrive Enzo Musi - quante iniziative politiche, le sere in pizzeria dopo le riunioni, le telefonate che iniziavano la nostra giornata. È stato un amico e compagno leale, pieno di entusiasmo, che ha sofferto in modo fortissimo la fine del Psi. Era molto attivo, propositivo ed entusiasta. Eravamo molto legati, io, Roberto Pierfederici e Guglielmo Cusi». Altrettanto sentiti i ricordi di Oreste Torri, Giancarlo Gamberini, Roberto Pierfederici, Stefano Morselli, Loredana Spagni, Ivan Lusetti, Pier Paolo Tacoli, Oreste Mottola, Elisabetta Tedeschi e Pier Paolo Cattozzi. Primo Medici aveva perso la moglie da molti anni. Lascia il figlio Nicola, la nuora Federica e il nipotino Alessandro. Gli si può rendere l’estremo saluto oggi dalle 8 alle 12 nella casa funeraria della Croce Verde, dove la salma è esposta da ieri. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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