Centro storico, garage al posto dei negozi. «Situazione di emergenza, alla città serve fiducia»
Reggio Emilia, il direttore di Confcommercio Mauro Pellegrini: «Come si può favorire il rilancio del commercio eliminando gli spazi commerciali?»
Reggio Emilia Dare nuova vita ai negozi sfitti e trasformarli in garage. La proposta del sindaco Massari ha già fatto il giro della città, scatenando indignazione e fantasie tra i cittadini che, aiutati dall’intelligenza artificiale, hanno dato vita sui social a una serie di curiosi rendering sul centro storico del futuro. Tutto parcheggi e niente negozi. Al di là di esasperazioni ed estremismi, come ha precisato l’assessore all’urbanistica Carlo Pasini, «nessuno vuole fare della via Emilia o delle piazze centrali delle gigantesche autorimesse». Quella del sindaco resta però una frase che suona come una resa. A fare il punto sulla situazione e sull’aria che si respira, all’interno dell’esagono, è il direttore provinciale di Confcommercio Reggio Emilia, Mauro Pellegrini.
Direttore, che opinione ha sulla proposta del sindaco Massari?
«Trasformare i locali sfitti in garage rappresenta una strada certamente percorribile a patto che i proprietari delle mura decidano di cambiare la destinazione d’uso degli spazi. Quella del sindaco non deve però essere considerata una soluzioni sistemica per i problemi che oggi affliggono il nostro centro storico. È evidente che ci troviamo di fronte a un cortocircuito: come si può favorire il rilancio del commercio eliminando gli spazi commerciali? Alle giuste condizioni, per i singoli, può essere conveniente, ma non ci sono dubbi sul fatto che non sia una scelta positiva per la lotta alla desertificazione dell’esagono. Con tutto ciò che ne deriva: non parliamo solo di attività, ma anche di sicurezza. Come Confcommercio crediamo che le parole del sindaco abbiano significato e motivazioni che accettiamo, nella ferma convinzione, però, che trasformare potenziali negozi in garage non rappresenti una soluzione reale a un tema di cruciale importanza come il futuro del centro storico».
Qualcuno ha interpretato le parole del primo cittadino come una resa verso il futuro dell’esagono. Lei cosa ne pensa?
«Questa città, oggi più che mai, ha bisogno di fiducia. Di qualcosa che la convinca a non arrendersi. Dal canto mio sono sicuro che il sindaco non abbia l’intenzione di gettare la spugna sul centro storico. Voglio pensare che la sua sia stata una boutade senza sotterfugi. Del resto, il nostro dialogo con il Comune è costante: ci mettiamo a disposizione dell’amministrazione presentando idee vere, in un momento cruciale per l’esagono. Stanno arrivando i soldi dell’hub urbano, un progetto in cui crediamo e che permetterà di qualificare e valorizzare vetrine e punti vendita nelle nostre città, facendo loro del bene. Il nostro invito, per il primo cittadino e per l’amministrazione tutta, è quello di fare il possibile, mettendo in campo soluzioni straordinarie capaci di attirare investitori e ripensare i servizi del centro. Non limitiamoci a ciò che c’è già: diamo vita a spazi adeguati alla consulenza, al turismo, a quello che oggi manca».
Quella dei centri storici è una crisi diffusa, che riguarda molte città italiane. A Reggio cosa serve per uscire dall’emergenza?
«Senza dubbio. Le difficoltà non ci sono soltanto da noi. È vero anche, però, che a Reggio Emilia la crisi dell’esagono ha caratteristiche specifiche e problematiche precise. Si sommano situazioni diverse e complesse che devono essere individuate e risolte. Il tema dei negozi sfitti, si accompagna a quelli della sicurezza, dei parcheggi, delle iniziative. Senza esagerare, ci troviamo in una situazione di totale emergenza, sulla quale, senza indugi, occorre intervenire. Come accade in altre cittadine a noi vicine, chiediamo al Comune di remare insieme a noi per portare a casa questa sfida. Le idee e le possibilità ci sono».
Di recente abbiamo seguito il caso delle vetrine oscurate dagli stand del festival di Emergency. Uno scivolone o un approccio sbagliato alla valorizzazione del centro? «Abbiamo assistito con grande dispiacere ad una mancanza di sensibilità verso esercizi commerciali che dovrebbero essere supportati con ogni mezzo a disposizione. Ci auguriamo che si sia trattato di un caso isolato, a cui Confcommercio ha risposto con prontezza in cerca di una soluzione. Noi all’amministrazione continuiamo a chiedere un intervento ampio, che sappia richiamare a Reggio nuove risorse e nuovi investitori. Nel concreto? L’eliminazione delle tasse sui dehors e sulle insegne, soluzioni agevolate sull’Imu, un sostegno tangibile sugli affitti. Qualcosa, insomma, che permetta agli imprenditori di dire «Qui ne vale la pena».
Cosa vi augurate per le prossime giornate di festa in grado di attrarre i reggiani in centro storico?
«Ci stiamo lavorando. In vista di San Prospero e delle festività natalizie ci auguriamo che sia valutata la riapertura di alcune vie cruciali per l’accesso al centro e che nei fine settimana, in forma regolamentata, sia data la possibilità di parcheggiare in piazza della Vittoria. Potrebbe essere una soluzione, anche alla luce dell’insicurezza e dei disagi legati al Park Zucchi. Senza polemiche, ma nell’ottica di un dialogo aperto e costruttivo ci proponiamo come partner del Comune in questa sfida: prendiamoci per mano adesso per fare tutto ciò che di straordinario possiamo fare per permettere a San Prospero e al Natale di invertire la china del nostro centro storico». l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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