Reggio Emilia piange Carlo Baldi, stimato commercialista e filantropo
Aveva 87 anni, negli anni Novanta fu il fautore dell’arrivo di Unimore in città
Reggio Emilia La città di Reggio Emilia piange la morte di Carlo Baldi, stimato commercialista. Aveva 87 anni ed è morto intorno alle 21 di sabato 26 settembre. Uomo dai mille interessi e altrettante responsabilità, il peso delle sue idee resterà per sempre impresso su Reggio Emilia. Commercialista, presidente onorario di Baldi Prati&Partners, a capo della Far Studio Regiense, consigliere comunale dopo essersi candidato sindaco nel 2004 con “Laboratorio per Reggio” nelle elezioni poi vinte da Delrio.
Soprattutto, Carlo Baldi è il padre della sede reggiana di Unimore, «una battaglia a non finire, partita negli anni Novanta» come la definì lui stesso in un’intervista alla Gazzetta del 2018.
Carlo Baldi nasce a Ghiardello nel 1939. Comincia a lavorare presto. Va a scuola in bicicletta, da San Tommaso a Reggio Emilia. A 18 anni diventa segretario della Cooperativa Muratori a Gatta, mentre nel frattempo si iscrive e frequenta l’università di Parma, facoltà di economia. Tanti obiettivi, tutti centrati. Dopo la laurea si abilita alla professione: commercialista. Pochi anni e diventerà tra i professionisti più stimati della città.
Nel 1973 Baldi apre il suo studio, prima in via San Paolo, poi in via San Rocco, in via Secchi e in via Gutenberg, sede attuale. Baldi non si ferma. Apre anche a Milano.
Appassionatissimo di musica – sarà proprio la musica il cuore delle celebrazioni del 45esimo anniversario dello Studio Baldi, al teatro Valli –, ma anche di arte e di cultura, diventa presidente della Far Studium Regiense.
Poi la politica: nel 2004 si candida per diventare sindaco di Reggio Emilia con la lista da lui fondata, “Laboratorio per Reggio”. In campagna elettorale organizza una grande festa popolare da ballo in piazza, sempre all’insegna di quelle armonie che adora e dell’idea che lo rende filantropo.
È la stessa idea, lo stesso principio, che sta dietro l’opera omnia di Carlo Baldi. È grazie a lui se l’Università è arrivata a Reggio. Raccontò che si trattava di un esame per la città: ha fatto in tempo, nella sua lunga e intensa esistenza, a vedere decine di migliaia di studenti superare gli esami di un Ateneo che era stato il primo a immaginare. Negli anni Novanta raccoglie 30 miliardi di lire per far decollare il suo progetto. E il progetto, neanche a dirlo, decolla alla grande. Nel 1997 una foto lo immortala mentre firma il documento che renderà ufficiale la nascita dell’Ateneo. Per i primi venticinque anni della nostra università, celebrati il primo dicembre 2022, a Reggio arriva il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Il riconoscimento di una battaglia iniziata negli anni Novanta che penso però abbia ancora molto da scrivere nella storia della città» commenterà Baldi.
Sembra incredibile, ma non finisce qui. L’arte, la cultura, la professione, la musica, la politica, il desiderio realizzato di vedere Reggio città universitaria non sono sufficienti. Carlo Baldi è ancora di più. È, forse, l’uomo del “più”. Più passioni, più sogni, più obiettivi, più traguardi. Scriverà diverse opere.
Con la morte di Carlo Baldi a Reggio Emilia restano la sua preziosa eredità e le idee che l’hanno guidato. Alla Gazzetta disse: «Il mondo cambia velocemente, bisogna capirlo e anticiparlo. Non credo negli individualismi, ma nella comunità, che sa sempre indicarci la strada più equa».
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