Gazzetta di Reggio

Reggio

Le indagini

L’aggressione la distributore, Mena Istafanous aveva iniziato un percorso di cura: «Si sentiva perseguitato»

Serena Arbizzi
L’aggressione la distributore, Mena Istafanous aveva iniziato un percorso di cura: «Si sentiva perseguitato»

Reggio Emilia: la famiglia aveva scoperto che non stava seguendo la terapia farmacologica. Cruciale l’analisi sul telefonino per capire il movente

3 MINUTI DI LETTURA





Reggio Emilia Le analisi del telefonino di Mena Istafanous potrebbero raccontare molto sul movente che lo ha spinto alla brutale aggressione al distributore di via Martiri di Cervarolo domenica. Tre sono le piste che potrebbero dipanarsi e al momento si indaga a largo raggio, senza escludere nulla. Dal telefonino risulterà più chiaro se vi sia un problema psichiatrico alla base del terribile gesto. Si potrà sgombrare il campo dal dubbio sul possibili legami con la radicalizzazione religiosa – un movente che la famiglia esclude – o che si potrà verificare se quanto accaduto sia frutto di qualche connessione maturata tramite la Rete.

 

«Stiamo vivendo un dolore molto grande», afferma la sorella al citofono dell’abitazione di via Manara dove il 26enne vive con la famiglia. Nel quartiere, i vicini stentano a credere a quanto accaduto: conoscono la famiglia Istafanous come persone corrette e religiose. Famiglia che è di origine egiziana e di fede cristiana copta. Il 26enne avrebbe frequentato il Bus a Reggio Emilia e due anni di Ingegneria. Ha lavorato come corriere e la scorsa estate un mese come animatore a Trento. Già domenica sera, dopo essere stato bloccato, la polizia ha effettuato un sopralluogo nella sua abitazione a caccia di elementi per cercare di capire perché abbia compiuto l’aggressione che ha mandato all’ospedale tre persone. Ed è quando la Squadra Mobile è arrivata in via Manara che la famiglia ha saputo cosa fosse successo, piombando nel più profondo sgomento.

«È vero che è seguito dal Csm – conferma la sorella alla Gazzetta –. Ho dichiarato tutto alla polizia con la quale ho parlato a lungo. Mena faceva il corriere, poi ha smesso». Ieri mattina ha fatto visita in carcere al 26enne l’avvocato d’ufficio Danilo Ponis. Poco dopo la famiglia ha incaricato l’avvocato di fiducia Franco Beretti, che ieri ha parlato con la sorella e il padre del giovane per due ore abbondanti. «Nulla lasciava presagire l’accaduto, mai Mena ha manifestato comportamenti violenti, né in casa, né fuori», afferma il legale, che nei prossimi giorni andrà a trovare il suo assistito in carcere dove, come gli è stato riferito è «apparso confuso». Il 26enne, da quanto risulta, non aveva un computer.

Il giovane aveva iniziato di recente un percorso di cura al Centro di salute mentale di Reggio Emilia. A Ferragosto del 2025, infatti, la famiglia «ha percepito la sua inquietudine». Il 26enne si è rivolto al medico per ottenere certificati per astenersi dal lavoro». Dall’agosto 2025 si è iniziato, quindi, a notare un disturbo che ha portato Istafanous prima dal medico di base, poi dallo psichiatra in maggio e alla metà di luglio di quest’anno al Csm. Non è andato all’incontro successivo, il 5 agosto, perché nel frattempo aveva trovato un lavoro. «Al lavoro riteneva di essere perseguitato, che qualcuno lo seguisse, che fossero andati a casa sua: deduzioni frutto della sua fantasia dovute al suo stato mentale», aggiunge l’avvocato Beretti. Ora la difesa punta sull’analisi dei fatti per capire se le accuse contenute nel capo di imputazione corrispondono alla condotta, poi si analizzeranno quali sono le prove. Al momento si ragiona sulla possibile attenuazione della misura cautelare del carcere. E si punta a ottenere una diagnosi. «Quando è tornato da Trento, meno di un mese fa, era sorridente, sereno, così lo ha visto la famiglia che di recente, però, aveva scoperto che non stava seguendo la terapia farmacologica che gli era stata data. La famiglia lo aveva incoraggiato a riprendere i contatti con il Csm per i suoi comportamenti disturbati sì, ma non violenti», conclude il legale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google