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Via ai lavori

A Ospizio entrano le ruspe, a Reggio Emilia la polizia in assetto antisommossa tiene lontani i manifestanti del Bosco

A Ospizio entrano le ruspe, a Reggio Emilia la polizia in assetto antisommossa tiene lontani i manifestanti del Bosco

Dopo due mesi di stallo, dalle ore 6 di questa mattina hanno fatto il loro ingresso nell’area i mezzi per l’allestimento del cantiere, dove verranno costruiti il nuovo Conad Superstore e i Servizi comunali

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Reggio Emilia Camionette della polizia di Stato, agenti con casco e scudi antisommossa pronti a intervenire, la polizia locale che controlla il traffico su via Emilia Ospizio e forze dell’ordine che tengono lontani i manifestanti (una decina quelli presenti all’alba) per fare entrare i mezzi nell’area di Ospizio dove dovranno sorgere il nuovo Conad Superstore e servizi comunali.

Sembra di assistere ai classici schieramenti di poliziotti in assetto antisommossa presenti alle partite di calcio, quando si teme che possano esserci scontri tra le tifoserie rivali, ma in questo caso non c’è nessuna partita: l’unica preoccupazione è che i mezzi possano entrare nell’area recintata senza blocchi da parte dei manifestanti ambientalisti che, dal 3 agosto scorso, presidiano l’area di quello che è stato ribattezzato il Bosco di Ospizio.

E’ una resistenza passiva quella degli ambientalisti e, al momento, non si sono verificati incidenti: il dispiegamento di forza dell’ordine è tale che, una volta tenuti lontani i pochi manifestanti presenti, non è stato difficile far entrare mezzi e operatori. In seguito al tam tam, intorno alle 9 il numero dei manifestanti è salito e ora una sessantina di persone segue, al grido "vergogna, vergogna" le prime operazioni di cantiere.

I mezzi sono entrati nel sito di proprietà di Conad alle 6.30, scatenando la reazione dei presenti, che hanno assistito per tutta la mattina ai lavori da dietro la rete: "Ci sono gli animali, gli animali" ha gridato una delle manifestanti.

Intorno alle 11.30 alcuni membri dell’Assemblea del Bosco Ospizio hanno fatto ingresso nell’area dei lavori, senza dispositivi di sicurezza, con l’intenzione di rallentare l’abbattimento degli alberi. Due persone sono state condotte fuori dalla zona di peso dalle forze dell’ordine

Dopo due mesi di stallo, manifestazioni, trattative per salvare il bosco, incontri in municipio e polemiche, dunque, inizia l’allestimento del cantiere che dovrà portare, nelle prossime settimane, al vero e proprio avvio dei lavori.

Intorno alle 11 sono arrivati sul posto i volontari del Rifugio Matildico per un ulteriore controllo di eventuali animali presenti nell’area non interessata dai lavori. Chi sta operando nell’area, qualora dovesse avvistare un animale, sa di dover avvisare lo stesso rifugio per il recupero. 

La mobilitazione non violenta va avanti ormai da quasi due mesi e non si è interrotta neppure durante il Ferragosto. Il presidio, che inizialmente si trovava  sul vialetto pedonale vicino ai cancelli e nell’immediato perimetro del bosco, è stato trasferito sul marciapiede di via Emilia Ospizio, mentre le tende dei manifestanti sono state spostate nella vicina area del Campo di Marte 2.

A parte la protesta in piazza, nel giorno della trattativa tra manifestanti, sindaco e vertici di Conad, il momento più partecipato si è svolto nella mattinata del 17 agosto scorso, quando gli ambientalisti temevano l’inizio dei lavori. Almeno 300 persone che, dalle 5 del mattino, hanno presidiato quel giorno via Emilia Ospizio per difendere il bosco. Ma delle ruspe, che invece sono arrivate un mese e mezzo dopo (oggi, 30 settembre), quel giorno nemmeno l’ombra.

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