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Il processo

Sara Marzolino morì a 22 anni travolta da un’auto a Genova, l’automobilista patteggia un anno e 10 mesi

Nicolò Valli
Sara Marzolino morì a 22 anni travolta da un’auto a Genova, l’automobilista patteggia un anno e 10 mesi

L’attivista di Reggio Emilia investita mentre era con un’amica. L’avvocato della famiglia: «La pena ci sembra modesta»

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Reggio Emilia Un anno e dieci mesi, oltre al risarcimento alla famiglia. Questa la pena patteggiata dalla guardia giurata di 51 anni accusata di omicidio stradale aggravato dall’eccesso di velocità che l’11 maggio 2025 a Genova ha travolto e ucciso Sara Marzolino, l’attivista reggiana morta a 22 anni. Si chiude così la vicenda processuale per la morte della giovane, scomparsa tragicamente mentre era a trascorrere un fine settimana in compagnia di un’amica, sbalzata in piena notte a diversi metri di distanza da una macchina che andava al doppio della velocità consentita. Ieri nel capoluogo ligure si è svolta l’udienza, davanti al gup Alice Serra. L’avvocato difensore dell’imputato ha scelto la strada del patteggiamento, trovando l’accordo col pubblico ministero per la pena da scontare, con la sospensione condizionale della pena.

In Tribunale a Genova è stata un’udienza carica di significato, considerato che erano presenti anche i genitori di Sara, Alessandro e Antonietta, oltre al fratello Andrea. In aula, però, c’era anche l’imputato. L’avvocato Fabio Benati, che assiste la famiglia Marzolino insieme al collega Vainer Burani(assente ieri), racconta di «una persona glaciale, che non ha mai guardato in faccia qualcuno di noi. Non pare aver avuto un minimo senso di responsabilità». L’importo del risarcimento verso la famiglia, che si era costituita parte civile, è stato ritenuto soddisfacente, anche se niente potrà mai compensare il dolore per la perdita della figlia e sorella. «Il fatto era molto grave e la pena ci sembra modesta, anche se noi siamo di parte», hanno detto gli avvocati Burani e Benati. Quella notte, poco dopo le 4, Sara Marzolino aveva attraversato la strada fuori dalle strisce in via Buozzi quando un’auto l’aveva centrata in pieno, facendola sbalzare di 26 metri finendo contro un semaforo.

Secondo le indagini condotte dalla Procura di Genova, la Ford condotta dalla guardia giurata, che si stava recando sul posto di lavoro, andava veramente forte, il doppio della velocità consentita: 91 chilometri, per la precisione, col limite fissato invece ai 50 chilometri orari. Non appena appresa la notizia del decesso fu tanto il dolore in città, soprattutto al Lab Aq16, in Gardenia, dove Sara era cresciuta e aveva condotto le sue prime battaglie politiche. Una partecipazione attiva nelle lotte per la parità di genere e ambientaliste che la giovane aveva cominciato sui banchi di scuola, al liceo Matilde di Canossa. Tantissime persone avevano partecipato al funerale, con un corteo partito dal centro storico. Oggi, al LabAq16, un grande murales all’esterno con la scritta “Sara vive nelle lotte” ricorda il suo impegno e il suo nome.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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