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Carpineti, spunta il progetto per riaprire la discarica di Poiatica: cosa sappiamo

Carpineti, spunta il progetto per riaprire la discarica di Poiatica: cosa sappiamo

Proposta avanzata da Iren sul sesto lotto, su richiesta di Comune e Union

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Carpineti Una proposta per riaprire la discarica di Poiatica di Carpineti. A oltre dieci anni dalla chiusura dell’impianto Iren di Poiatica, nel versante carpinetano della valle del Secchia, si torna a parlare di una possibile ripresa delle attività, finalizzata al completamento dell’invaso del sesto e ultimo lotto del grande sito di accumulo rifiuti, sinora mai utilizzato. Nel febbraio 2015 il conferimento venne chiuso una volta esaurita la capienza del quinto lotto, lasciando aperto il sesto, già scavato.

Negli ultimi tempi l’idea di impiegare questa capienza è tornata di attualità, sia da parte di Iren sia da parte degli enti locali e si è arrivati a una prima proposta, realizzata da Iren su richiesta del Comune di Carpineti e dell’Unione dei Comuni. Il progetto prevede il completamento della discarica di Poiatica e la chiusura dell’invaso del sesto lotto, mai utilizzato, relativo a uno spazio di ben 800mila metri cubi. La questione è stata al centro di una seduta della commissione Discarica, ambiente e territorio del Comune di Carpineti, convocata dal presidente Patrick Fogli la mattina del 10 ottobre alla presenza degli addetti di Iren. A darne notizia è il gruppo di minoranza Carpineti Civica, di cui lo stesso Fogli è rappresentante. «La discarica verrebbe riaperta per dieci anni. Se il Comune farà richiesta entro febbraio 2027 e la Regione approverà l’iter, alla fine dell’anno prossimo i rifiuti potrebbero tornare in discarica. Il programma del sindaco Ruggi parlava di riempire l’invaso con un generico “materiali idonei”, ma le voci sul proposito della maggioranza di riaprire la discarica erano già molto frequenti in campagna elettorale», spiega Carpineti Civica. L’attuale proposta prevede che per riempire gli 800mila metri cubi vengano utilizzati i lavorati di rifiuti di vario tipo, da quelli generici alla plastica e, tema sempre delicato, l’amianto e i cosiddetti rifiuti speciali pericolosi, sigla che raccoglie diversi tipi di sostanze. Tutti prodotti con un peso specifico adeguato alle esigenze tecniche di copertura del lotto. Utilizzare terriccio avrebbe potuto creare problemi, il peso sarebbe stato tale da generare schiacciamenti, con il rischio di far riemergere quanto già sigillato negli altri lotti adiacenti. Il progetto attuale non è definitivo e potrebbe essere rivisto e ricalibrato in base alle osservazioni avanzate dagli enti pubblici proponenti.

Se si arrivasse al febbraio 2027 con uno schema definitivo, si potrebbe quindi tornare a conferire a Poiatica già dal termine dell’anno venturo, con relativo ristoro economico al Comune e agli altri enti. Le discussioni iniziano oggi, Carpineti Civica ribadisce già la propria contrarietà. «Ripetiamo qui con chiarezza la posizione che abbiamo espresso in commissione, in campagna elettorale, in tutte le sedi istituzionali e non: per noi la discarica è chiusa e non va riaperta. Il problema dell’invaso va risolto con calma e senza fretta, a maggior ragione se, come ha detto lo stesso sindaco in commissione, “oggi è tutto in sicurezza”», sottolineano dalla formazione civica. «Iren ha la gestione della discarica per un periodo minimo di 30 anni, c’è tutto il tempo per capire cosa fare senza l’utilizzo di un solo grammo di rifiuto». l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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