Caso Reggio Children, la svolta inattesa arriva dal Regno Unito: l’annuncio della Principessa Kate
Tra le polemiche per la delegazione USA e le scuse del sindaco, la principessa del Galles lancia una ricerca scientifica sul ruolo della natura nell'infanzia che richiama il pensiero di Loris Malaguzzi
Reggio Emilia Sembrano lontani anni luce i tempi in cui la principessa del Galles Kate Middleton visitava la nostra città e il suo sistema educativo. Era soltanto maggio di quest’anno e Reggio Children si trovava sulla cresta dell’onda internazionale, per ragioni opposte a quelle che oggi portano il suo nome negli States e nel resto del mondo. È forse nel momento più basso della storia della realtà reggiana che porta avanti il pensiero di Loris Malaguzzi, che Sua Altezza Reale, ancora una volta, ci tende la sua mano.
Con un video pubblicato sui canali social ufficiali del Royal Foundation Centre for Early Childhood e del principe e della principessa del Galles, Catherine Middleton in persona ha annunciato ieri l’avvio di una ricerca scientifica che esamini «come la natura possa sostenere un sano sviluppo dei neonati e dei bambini, con un nuovo programma che verrà lanciato il prossimo anno». Sebbene nel filmato, girato nel ducato di Cornovaglia, non venga mai nominato il Reggio Approach, è intuitivo l’accostamento tra il nuovo progetto e la realtà educativa fondata nel dopoguerra dal pedagogista reggiano Loris Malaguzzi. Nei giorni che hanno preceduto la visita della principessa, il 13 e il 14 maggio scorso, Reggio Children aveva infatti spiegato che l’interesse di Middleton risiedeva soprattutto nel ruolo fondamentale della natura nei primi anni di vita dei bambini. Un aspetto che la principessa aveva avuto modo di approfondire negli «asili più belli del mondo», visitando le scuole d’infanzia Anna Frank e Salvador Allende, il centro di riciclaggio creativo Remida e il Centro Internazionale Loris Malaguzzi, recentemente travolto da uno scandalo che ha oltrepassato i confini italiani.
«Il lavoro esplorerà come la natura, la creatività e le relazioni possano aiutare a nutrire le competenze sociali ed emotive che sostengono la salute e il benessere dei più piccoli per tutta la loro vita» recita la didascalia che correda il post della principessa. Tutti elementi, insomma, che fanno parte della filosofia pedagogica reggiana, la stessa che ha saputo emozionare e affascinare profondamente Middleton nei giorni trascorsi in Italia.
Gli stessi elementi che richiamano a Reggio Emilia ogni anno migliaia di studiosi stranieri, attratti da un metodo entrato nei manuali di pedagogia di tutto i mondo. Tra questi, anche gli insegnanti ebrei provenienti da Israele e Stati Uniti che insieme avrebbero dovuto intraprendere un viaggio di formazione di cinque giorni proprio a Reggio Emilia. Avrebbero dovuto perchè in realtà, com’è ormai noto, se per gli israeliani la visita si è conclusa venerdì, per gli americani non ha mai avuto compimento. La delegazione Usa si è infatti tirata indietro dopo che gli è stato chiesto di prendere le distanze dal governo Netanyahu e dal genocidio di Gaza. Due richieste specifiche che si sono aggiunte a quelle, più generali, della Carta per una educazione democratica e partecipata, realizzata a più mani da Reggio Children, Fondazione Reggio Children e dal Comune di Reggio Emilia.
Da qui lo scandalo, le accuse di antisemitismo, le richieste di dimissioni, il paragone, estremo, tra Reggio Emilia e il Terzo Reich. Poi il passo indietro del sindaco Marco Massari che ha scelto di scusarsi apertamente «sopratutto con chi non si è sentito accolto a Reggio Emilia». È in questo contesto che si inserisce l’annuncio del progetto della principessa del Galles. Una nuova ricerca che nel caos – locale e internazionale – riporta al centro la lezione più importante che da anni il Centro Malaguzzi tenta di trasmettere: quella sul benessere dei bambini, di tutti i bambini del mondo.
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