Seta, esplode il caso studenti a Massenzatico: «Bus strapieni e ritardi». La Fit Cisl: «Servizio al collasso»
I genitori delle frazioni a nord di Reggio scrivono al sindacato: costretti ad accompagnare i figli in auto per i continui disservizi
Reggio Emilia È ancora rovente la polemica tra le sigle sindacali a proposito del premio di risultato destinato agli autisti di Seta, che subito per l’azienda dei trasporti si riapre un altro fronte – quello del trasporto degli studenti – che si pensava archiviato con il varo degli orari definitivi degli istituti reggiani.
La denuncia arriva dalla Fit Cisl e il caso riguarda il percorso degli autobus che collegano il centro di Reggio (e di conseguenza anche il polo scolastico di via Makallè) alle frazioni nella zona nord della città, in particolare Massenzatico e dintorni. «Per mandare un figlio a scuola – si legge nella nota diffusa dalla Fit Cisl – non dovrebbe servire una lettera al sindacato». Eppure alcune famiglie di Massenzatico, esasperate, hanno scritto alla Fit Cisl di Reggio: «Il servizio Seta della nostra zona – è la citazione dalla lettera ricevuta da parte di un gruppo di genitori – è al collasso: l’autobus della mattina è sempre pieno e i nostri figli non riescono a salire (...). È una situazione non più sostenibile. Per non farli arrivare in ritardo siamo costretti ad accompagnarli in macchina o a fargli prendere un altro mezzo. Vi chiediamo un aiuto concreto (...) per ripristinare un servizio dignitoso e sicuro». A commento di questa denuncia da parte dei genitori dei ragazzi arrivano le parole di Gaetano Capozza, leader della Fit Cisl reggiana: «Ecco una polaroid dal fronte del trasporto pubblico locale, costruito soprattutto attorno agli studenti e che non riesce nemmeno a portarli a scuola. Ci facciamo carico di queste famiglie sapendo che le aiuteremo risolvendo i problemi degli autisti, per i quali, nel metaverso di Seta, le cose vanno sempre peggio».
Poi il numero uno della Cisl trasporti sposta la discussione sugli aspetti sindacali, nella convinzione che il malfunzionamento dei servizi sia dovuto proprio alle carenze d’organico dell’azienda. «A un mese dall’inizio delle scuole – scrive Capozza – mancano 25 autisti in Seta, circa 40 con le altre imprese dell’appalto Tpl nel bacino. Seta ha inviato quattro o cinque rinforzi da Modena, ma ha acceso una guerra tra poveri: a loro turni più corti e favorevoli e 60 euro di trasferta. Agli autisti di Reggio sono rimasti i turni più duri. È un peggioramento operativo indescrivibile», prosegue Capozza, mostrando i turni invernali, «decisi quattro giorni prima delle scuole, senza confrontarsi con i sindacati né convocare la commissione turni, come previsto dalle norme. Una scelta gravissima».
Al volante – dice ancora la nota della Cisl – ci sono circa 160 autisti. Per gran parte di loro aumentano i turni spezzati. Stanno a disposizione di Seta dalle sei del mattino alle nove di sera per guidare, in tutto, sette ore. I turni “a dispo” sono i peggiori: vengono comunicati spesso solo il giorno prima. Immaginate il caos in famiglia. È tra le prime ragioni di fuga da Seta. Non basta. «Sono stati bloccati perfino i cambi di turno che venivano concordati con l’ufficio preposto. Un meccanismo solidale che permetteva agli autisti, veri eroi senza mantello, di affrontare un problema a casa, anche una visita medica urgente, senza compromettere il servizio. Seta poteva regolare la prassi, discuterne. L’ha spazzata via. Una decisione d’imperio, percepita come ritorsione: o ti adegui, o vai al fronte», scandisce Capozza.
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