Studente investito da un autobus a Castelnovo Monti, Cisl insorge contro Seta: «La sicurezza non si subappalta»
Il sindacato chiede chiarezza dopo il grave incidente avvenuto venerdì, quando in via Matilde di Canossa un giovane è stato rimasto schiacciato tra il mezzo e un muretto nei pressi della fermata
Reggio Emilia “Un ragazzo ferito, famiglie spaventate, studenti che denunciano situazioni gravissime. Un quadro pesante, che ci vede al fianco delle famiglie impegnate nella raccolta firme per chiedere verità e qualità per il trasporto pubblico. Verità e qualità che devono essere garantite agli studenti e alla categoria degli autisti, entrambi soggetti penalizzati da un sistema che continua a fare acqua. Ecco perché urge un meeting con Seta e l’Agenzia della Mobilità”.
Così Gaetano Capozza, leader della Fit Cisl di Reggio Emilia, interviene dopo la vicenda del grave incidente accaduto il 16 ottobre scorso a Castelnovo Monti, nell’area di via Matilde di Canossa, che ha coinvolto uno studente e un autobus di una ditta che opera in appalto per Seta. Il giovane è stato investito dal mezzo dopo la discesa, riportando una frattura al bacino e alle costole.
"Da anni chiediamo presìdi nelle aree ad alta concentrazione di studenti, davanti ai poli scolastici e alle fermate più affollate. Servono school tutor, personale preparato che vigili sulle operazioni di salita e discesa e una verifica degli spazi di manovra. Lo ripetiamo da tempo: ascoltare il sindacato può evitare incidenti e salvare vite, quelle degli studenti come quelle degli autisti", incalza Capozza.
Ma per la Fit Cisl c'è un'altra questione, che riguarda direttamente l'organizzazione del lavoro.
"Siamo un grande sindacato, il primo per iscritti nel Tpl, che ogni giorno lotta per mettere la dignità, la formazione, la sicurezza degli autisti al primo posto. Nel caso di Castelnovo occorre senza dubbio che le eventuali responsabilità individuali siano accertate da chi di dovere, senza criminalizzare una intera categoria che ha un senso del dovere eccezionale. Lo chiediamo perché difendiamo sia i diritti degli utenti, studenti in questo caso, sia il diritto degli autisti a non essere trattati come carne da cannone. Ecco perché vogliamo sapere se le imprese degli appalti Seta garantiscono ai conducenti formazione adeguata, affiancamento, conoscenza dei percorsi e turni sostenibili. Perché un autista lasciato solo, sottoposto a ritmi massacranti o mandato su una linea senza un'adeguata preparazione è un rischio per sé e per gli altri".
Sotto esame anche le condizioni della linea 48, sulla quale le famiglie segnalano un continuo avvicendamento di conducenti. "Seta deve verificare immediatamente l'organizzazione di questo appalto e il rispetto degli standard di qualità e sicurezza. Le testimonianze che stanno emergendo in queste ore sono devastanti, compresi i presunti insulti gravissimi a uno studente con disabilità e i comportamenti non consoni, anch’essi da verificare, verso un altro ragazzo. Sono fatti da accertare senza sconti: se confermati, sarebbero intollerabili. Ci aspettiamo anche un gesto concreto di vicinanza di Seta allo studente ferito e alla sua famiglia".
La Fit Cisl chiede un incontro urgente con Seta e l'Agenzia per la Mobilità e controlli estesi a tutte le imprese appaltatrici: formazione, affiancamento, turnazioni, riposi, tempi di percorrenza, condizioni contrattuali e qualità del servizio. "Vogliamo verifiche serie, non uno scaricabarile fra committente e appaltatori. E chiediamo che i lavoratori possano segnalare le criticità senza temere conseguenze. Difendere la dignità degli autisti e garantire la sicurezza dei ragazzi sono due facce della stessa battaglia. Il trasporto pubblico non si migliora spremendo chi guida o risparmiando sulla qualità. Seta risponda dei servizi che affida: l'appalto non può diventare un alibi per sottrarsi alle responsabilità", conclude Capozza.
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