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Allarme povertà a Reggio Emilia, sono 138 le famiglie piegate dai debiti

Manuel Marinelli
Allarme povertà a Reggio Emilia, sono 138 le famiglie piegate dai debiti

Diciotto di questi nuclei erano sul lastrico e sono stati salvati dallo sportello Drin

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Reggio Emilia Diciotto famiglie reggiane sovraindebitate, che sono state aiutate a risalire la china, e altri 120 nuclei familiari seguiti, per evitare che precipitassero nella stessa spirale. È il bilancio dei primi dieci mesi del 2026 dello sportello Drin di via Turri, progetto europeo attivato sul nostro territorio da Adiconsum, l’associazione dei consumatori della galassia Cisl. In meno di un anno ha affrontato e gestito ben 850 mila euro di debiti.

E c’è una notizia nella notizia: il debito di questi nuclei non nasce (più) dal gioco d’azzardo o dallo sperpero. Travolge famiglie comuni quando perdono un reddito, quando una bolletta fa saltare i conti di casa. Dei 138 nuclei assistiti, 18 sono arrivati allo sportello Drin già sovraindebitati (erano 27 nell’intero 2024). Per sette famiglie è stata presentata domanda al Fondo nazionale di prevenzione dell’usura, gestito da Adiconsum su incarico del Mef: l’importo medio richiesto è di 35mila euro. Ma come sono andate in crisi queste persone? In sette casi è venuto meno l’unico reddito familiare; in tre sono arrivati una malattia o un infortunio grave; in altri tre è stato dirompente il conto economico di una separazione. Cinque famiglie sono state indirizzate allo sportello Drin, invece, dai servizi sociali comunali.

Raddoppiano i debiti

«Se solo due anni fa incontravamo esposizioni da 20-25mila euro, oggi quasi sempre vediamo storie oltre i 50mila - spiega Massimo Rancati, responsabile Drin per Adiconsum Emilia-Romagna -. Il filo rosso che le lega è quello di un reddito che non riesce più ad assorbire gli urti della vita. E così si comincia a chiedere un prestito per vivere, spesso a una finanziaria, poi una rata ne chiama un’altra e ci si trova sommersi. Un fenomeno trasversale, che tocca i lavoratori dipendenti come ex partite Iva andate in crisi. Il 66% delle persone assistite sono uomini, nella stragrande maggioranza dei casi over 45 anni». Drin ricostruisce i debiti con banche, finanziarie, fisco e Comuni. «Trattiamo saldi e stralci e rottamazioni ammesse per ridurre sanzioni e interessi. Poi si possono attivare due vie - spiega Rancati -. La prima è il Fondo nazionale contro il sovraindebitamento e il rischio usura: se la domanda è approvata, una banca concede un prestito garantito per estinguere i vecchi debiti, rimborsabile fino a dieci anni, a tasso agevolato. Non è un condono, è una possibilità di ripartire». L’altra via sono gli Organismi di composizione della crisi (Occ): Adiconsum accompagna le famiglie a proporre al Tribunale un piano su redditi e spese essenziali, con possibili rimborsi parziali o addirittura la cancellazione del debito. Undici nuclei reggiani sono stati indirizzati agli Occ.

Allarme povertà grigia

Ma il dato più inquietante sono le 120 famiglie non ancora sovraindebitate, eppure sul filo. Erano 33 nel 2024, l’aumento è stato del 263%. Si chiama povertà grigia e significa che basta una caldaia rotta, una multa o una bolletta per costringere immediatamente a scegliere tra spesa e pagamenti. E i primi a saltare sono tasse e tributi. «Nel 30% dei casi pesa la povertà energetica. C’è chi chiede di rateizzare bollette da 200-250 euro, chi ha sottoscritto contratti telefonici scorretti. A Reggio almeno dieci famiglie hanno affrontato maxibollette idriche per perdite occulte, una da 8mila euro. Verifichiamo fatture, avviamo conciliazioni, otteniamo rate sostenibili e le seguiamo: evitare il primo prestito è già una vittoria», dice Rancati.

L’appello

«La povertà energetica è qui, nelle famiglie che temono di aprire una busta - afferma Adele Chiara Cangini, coordinatrice Adiconsum per Modena e Reggio Emilia -. Chiediamo a sindaci, servizi sociali e a chi conosce queste storie di aiutarci subito. La dignità non può dipendere dal fatto che questo mese non si rompa niente. Non possiamo aspettare un pignoramento per capire che una famiglia sta affondando. Gli ultimi mesi sono stati terribili ed è dura restare calmi quando un giovane capofamiglia scrive che non ce la fa più, lasciando intendere una scelta disperata ed estrema. Cerchiamo ogni giorno di trasformare questa pressione in scialuppe di salvataggio per le persone, i numeri ci danno ragione, ma le istituzioni devono capire: la crisi sociale sta diventando una polveriera. Credetemi - conclude Cangini -, non si tratta di piantare bandierine, non è una gara tra servizi. Qui si tratta di aiutare. E insieme a tutto il territorio possiamo farcela». Per contatti con lo sportello Drin: 0522 357485, reggioemilia@adiconsum.it.

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