Reggio Emilia in lutto per Jasmine Arcuri: morta a 27 anni dopo un malore in auto
Lunedì si è fermata a una stazione di servizio mentre andava al lavoro: «Pochi giorni prima era finita all’ospedale per un dolore al petto ma era stata dimessa», racconta la madre
Reggio Emilia Ha accusato un malore in auto, mentre si stava recando al lavoro, si è fermata a una stazione di servizio e ha telefonato ai familiari. «Non ti vedo più», così si è rivolta prima di svenire al fratello accorso. «“Mamma non ti preoccupare”, sono state le sue ultime parole». Con tale strazio la madre ricorda Jasmine Arcuri, morta per un arresto cardiaco ad appena 27 anni (compiuti due mesi fa, il 10 settembre scorso). Una morte improvvisa, nel fiore degli anni, preannunciata da un’avvisaglia la settimana precedente: la giovane era finita al pronto soccorso per un forte dolore al petto e alla testa, ma era stata dimessa.
Di origini calabresi, nata e cresciuta a Cutro, lì Jasmine frequentava il liceo linguistico quando dieci anni fa si è trasferita insieme alla madre, alla sorella e al fratello a Reggio, in via Gorizia. Gli ultimi due anni delle superiori li ha terminati all’istituto Galvani-Iodi, indirizzo socio-sanitario. Voleva già fare l’assistente sociale per aiutare il prossimo, lavoro che ha intrapreso proseguendo in parallelo gli studi: Jasmine si era iscritta all’Albo degli assistenti sociali nel 2024 e, dopo un’esperienza di un anno al Comune di Cadelbosco, dove seguiva l’area minori, era impegnata nell’Area Medicina Legale e al contempo frequentava l’Università di Parma. Alla domanda se avesse problemi di cuore, mamma Giuseppina spiega: «Un soffio al cuore, come molte altre persone. Piuttosto le avevano rifatto fare tre volte alcuni esami del sangue: i valori erano sballati, qualcosa non andava. Ma mai ci saremmo immaginati quel che è successo».
Lunedì scorso alle 9, mentre si recava al lavoro, Jasmine si è sentita male al volante. «Si è fermata in una stazione di servizio e ha fatto in tempo a telefonare a me, al fratello e in ufficio. Quando sul posto è arrivato il fratello lei ha perso conoscenza». Trasportata d’urgenza al Santa Maria Nuova, la giovane è stata ricoverata in Rianimazione dove è rimasta fino alle 18, quando è stato dichiarato il decesso. «Non ci voleva lasciare», prosegue Giuseppina. Jasmine viene descritta come una ragazza «molto dolce, premurosa, amorevole. E bellissima – prosegue la madre –. Una ragazza semplice: amava il mare, nel tempo libero frequentava la palestra Your Fit di via Soglia, le piaceva viaggiare. Voleva tornare a Parigi».
La 27enne aveva una miriade di progetti nell’immediato futuro. «L’anno prossimo, in autunno, avrebbe conseguito la laurea magistrale in Servizio Sociale, poi voleva fare un master; aveva già sostenuto un colloquio. Mentre in primavera sarebbe andata a convivere con il fidanzato Antonio, a coronamento di una storia d’amore che durava da sei anni. Oggi, ad esempio, la coppia aveva l’appuntamento per accendere il mutuo – spiega la madre –. Jasmine aveva un’agenda in cui segnava tutto ciò che doveva fare da qui a Natale. Un programma fitto: impegni di lavoro, commissioni, ma anche riflessioni che sto rileggendo in queste ore». Oltre alla madre, Jasmine Arcuri lascia nel dolore il fratello Antonio, la sorella Jacqueline, il compagno Antonio e la zia Terry. Oggi (4 novembre) dalle 16.30 sarà aperta la camera ardente alla casa funeraria Croce Verde, aperta anche domani (5 novembe) dalle 9 alle 18. Venerdì alle 9 la messa nella chiesa parrocchiale della Roncina, poi il feretro proseguirà per il cimitero di Cella.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
