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Stacca luce e acqua al bar per i debiti degli inquilini: pensionato 88enne a processo

Ambra Prati
Stacca luce e acqua al bar per i debiti degli inquilini: pensionato 88enne a processo

I precedenti gestori erano morosi e avevano ceduto l’attività senza il consenso del proprietario. L’uomo aveva reagito mettendo i lucchetti ai contatori, costringendo il locale a chiudere

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Gattatico Non solo non pagavano l’affitto da mesi, ma avevano anche ceduto la gestione del bar a una donna, cambiando la ragione sociale dell’attività nonostante il netto diniego del proprietario dell’immobile. Quest’ultimo aveva reagito tagliando la luce e l’acqua al locale, che era stato così costretto a chiudere per diverso tempo. Per questo un pensionato – oggi 88enne – è finito alla sbarra con l’accusa di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose.

La vicenda risale al 31 luglio del 2019, quando una donna, appena subentrata nella gestione di un bar situato nella zona artigianale Vecchia Puglia di Gattatico, ha trovato i lucchetti al cancello del contatore Enel e al contatore dell’acqua: rimasta senza le utenze necessarie per preparare caffè e cappuccini, la barista si è trovata nell’impossibilità di svolgere in modo regolare l’attività ed è stata costretta a chiudere. La donna ha querelato il proprietario dell’immobile ad uso commerciale per il “taglio” arbitrario delle utenze: nella denuncia sporta in caserma la barista ha sottolineato il fatto che il proprietario non aveva alcun diritto di manomettere i contatori e di arrecarle un danno economico consistente, al fine «di esercitare un preteso diritto contrattuale» nei confronti della coppia di precedenti gestori.

L’81enne, a sua volta ascoltato dai militari, ha ammesso di aver apposto i lucchetti e ha ribadito le sue ragioni: i precedenti inquilini, morosi, gli avevano chiesto di poter cedere la gestione e lui si era opposto, nonostante ciò loro avevano comunque cambiato la ragione sociale della società (da Snc a Sas) nominando la signora legale rappresentante. Un escamotage, a detta del padrone delle mura, per impedirgli qualsiasi possibilità di riscuotere il debito accumulato. Il reato è procedibile a querela e la legale rappresentante ha confermato l’intenzione di andare avanti nel procedimento. Ieri mattina in tribunale il processo a carico del pensionato si è aperto davanti al giudice monocratico Silvia Semprini. Un’udienza lampo: poiché i testimoni dell’accusa non si sono presentati, il procedimento è stato rinviato all’anno prossimo, quando sarà sentita la barista parte offesa.

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