Come sta andando il Mercato Coperto? «Anche oltre mille ingressi al giorno, si cerca l’ultimo tassello». Menozzi spiega perché non è come l’Albinelli di Modena
Dopo l’arrivo di Ovs, la società che gestisce la struttura traccia un bilancio positivo e valuta nuove candidature per l’ultimo spazio disponibile
Reggio Emilia «Con l’ingresso di Ovs si consolida un’offerta che guarda anche oltre la ristorazione. E adesso lavoriamo per completarla». Daniele Menozzi, presidente del consiglio di amministrazione di La Galleria srl, la società concessionaria del Mercato Coperto, fa il punto sulla nuova fase della struttura di via Emilia San Pietro. L’arrivo del gruppo Ovs si affianca alle attività già presenti, tra cui MediaWorld e la palestra Anytime Fitness. «Il gruppo sta riscuotendo un grande successo di pubblico – spiega Menozzi –. Siamo soddisfatti della scelta compiuta, così come riteniamo che lo siano gli altri operatori».
I primi riscontri sembrano confermare la bontà delle scelte: nei mesi successivi all’inaugurazione di Ovs, il Mercato Coperto ha registrato oltre mille accessi al giorno, mentre la palestra Anytime Fitness conta circa 1.500 iscritti. Resta uno spazio da assegnare e la società sta valutando alcune candidature. «Ci prendiamo il tempo necessario per esaminare le proposte. Le attività che entreranno potranno qualificare ulteriormente il Mercato. Una volta completati anche questi spazi, l’offerta sarà definita». La nuova impostazione arriva dopo una stagione complessa. Il progetto Eat&Meet, inaugurato nel 2023 come food hall contemporanea, non è riuscito a imporsi come polo gastronomico. Nel febbraio 2025 il gruppo portoghese Sonae Sierra ha ceduto le proprie quote a Rei Consulting; pochi mesi dopo, nell’estate dello stesso anno, la gestione è passata a una cordata interamente reggiana. Quattro società – DealTwo, Arquest, Gm19 e Lion Capital – hanno rilevato il 100% de La Galleria. Menozzi è stato confermato alla guida del consiglio di amministrazione. La concessione comunale dell’immobile resta valida fino al 2050. Il riposizionamento ha comportato una scelta diversa rispetto all’idea iniziale: meno spazio alla sola ristorazione e una presenza più marcata del commercio. Ovs ha occupato una parte consistente della galleria, portando anche marchi e corner dedicati alla casa e all’abbigliamento. «Abbiamo cercato partner in grado di dare solidità e un’offerta importante, anche di scala nazionale – osserva Menozzi –. Il nostro contributo al rilancio del centro storico è questo: selezionare attività qualificate e investire per riqualificare gli spazi».
Il Mercato fa parte dell’hub urbano del centro storico, mentre il Comune ha avviato iniziative per favorire nuove aperture. «Noi operiamo in autonomia, ma siamo dentro questo percorso. Per lo spazio che resta disponibile cerchiamo un’attività che aggiunga stabilità e novità». Non basta riempire i locali: «La priorità è individuare operatori solidi, capaci di garantire continuità. Il centro ha bisogno di attività che investano pensando agli anni a venire, non a periodi limitati». Rimane aperta la questione dell’identità del Mercato. Perché non è stato possibile tornare al modello tradizionale, come al Mercato Albinelli di Modena? Menozzi invita a considerare le differenze. «Forse ci si dimentica com’era il Mercato Coperto prima della ristrutturazione: una struttura in decadenza, con un’offerta commerciale quasi assente. L’Albinelli di Modena, spesso citato come modello, ha una storia e un’organizzazione differenti: è un immobile di proprietà comunale, mentre la gestione dei servizi è affidata al Consorzio degli operatori. A Reggio, invece, è stato scelto un project financing: imprenditori privati hanno investito circa 15 milioni di euro per recuperare e rifunzionalizzare un immobile pubblico. La società deve quindi gestirlo in autonomia e tenere conto della necessità di rientrare dagli investimenti».
In passato è stata verificata la possibilità di ospitare attività reggiane legate alla ristorazione e alla vendita di prodotti del territorio. «La società sarebbe stata ben felice di portare avanti quella strada, ma non sono arrivate proposte di investimento concrete. Non è mai stata una questione esclusivamente economica: le candidature venivano valutate. Se non ci sono progetti, bisogna compiere scelte differenti». Il commercio attraversa difficoltà in tutte le città e Reggio non fa eccezione. «Credo però che, almeno in questo luogo, si possa parlare di una controtendenza positiva: ci sono stati investimenti, sono arrivati soggetti nuovi, anche nazionali, che portano visibilità e prestigio alla città. Non possiamo fermarci qui: il nostro impegno è completare l’offerta e contribuire alla vitalità del centro storico» conclude Menozzi. l © RIPRODUZIONE RISERVATA
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