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L’intervista

Reggiana-Sampdoria, mister Bisoli ci crede: «Voglio questa vittoria». Fischio d’inizio ore 20.30

Reggiana-Sampdoria, mister Bisoli ci crede: «Voglio questa vittoria». Fischio d’inizio ore 20.30

Calcio Serie B. L’allenatore granata chiede alla squadra una prova d’orgoglio: «Una buona parte del gruppo è convinto di potercela fare»

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Reggio Emilia Pierpaolo Bisoli crede fortemente nel miracolo play out: «Ai ragazzi ho detto che dobbiamo essere professionali e seri fino all'ultimo minuto – le sue parole–. Lo dobbiamo a noi stessi e al popolo granata. Una tifoseria che ha passione, cultura sportiva e attaccamento alla Reggiana. La conferma è la loro presenza in questa ultima partita. Una risposta importante e del resto i tifosi granata hanno sempre compreso le situazioni e aiutato la squadra. Dobbiamo comportarci da uomini». Clicca qui per la diretta della partita a partire dalle 20.30

Per tenere viva la fiammella della speranza occorre prima battere la Sampdoria che crede ancora nei play off. Come scenderete in campo?
«Voglio questa vittoria per tenere viva la speranza. Se noi abbiamo poche chance di fare un miracolo, loro credo ancora meno. La Sampdoria farà la sua partita e anche se ha dei problemi dispone di un organico con giocatori importanti».
Cosa serve?
«Quel briciolo di fortuna che non mi ha mai accompagnato».
Qual è il suo grande rimpianto?
«Avevo detto che volevo arrivare a giocarmi l'ultima partita con 37 punti in classifica. Non ci sono riuscito ma posso dire di avere fatto il massimo per il bene della squadra e per ridare dignità alla Reggiana e al suo popolo».
C'è anche una motivazione personale per chiudere in modo onorevole?
«Voglio arrivare a 37 punti per poter dire di avere una media punti di 1,18 che nelle 38 partite totali significa arrivare a 45 punti».
 



È stato criticato per il mancato utilizzo di Reinhart, cosa risponde?
«Tobias giocherà ma vorrei rimarcare che io faccio le scelte per il bene della Reggiana e fissarsi su un giocatore non fa bene a lui e nemmeno alla squadra».
Lei crede in questo miracolo, i giocatori invece?
«Una buona parte del gruppo è convinto di potercela fare. Non dico la totalità perché forse non sono riuscito ad entrare nella testa di tutti i ragazzi».
Come ha motivato il gruppo?
«Ho portato degli esempi anche recenti, vedi il Monza che forse ha perso la serie A a Mantova o lo stesso Catanzaro che ha vinto contro lo Spezia. Ne ho viste tante e so che tutto può succedere».
Sarà la partita del miracolo o dei rimpianti?
«Facciamo 37 punti poi vediamo se basteranno o meno. Se ci mancherà un punto aumenteranno i rimpianti ma almeno avremo onorato fino alla fine l'impegno dimostrando un attaccamento alla maglia. Abbiamo tante motivazioni per giocare alla morte questa sfida».

Cosa non rifarebbe della sua gestione?
«Abbiamo preparato e giocato tutte le partite come se fosse l'ultima spiaggia. Non sono mai andato alla ricerca del pareggio perché ci sentivamo con le spalle al muro. Alla luce dei risultati forse dovevo seguire il mio istinto e giocare con sette difensori, invece abbiamo sempre proposto una squadra offensiva».
Forse ha avuto anche poco tempo.
«La partita col Pescara l'ho sbagliata pensando di preparare atleticamente la squadra per i play out».
Davanti ai tifosi ci ha sempre messo la faccia ma non si è mai sentito solo?
«Ho trovato delle persone serie, in un ambiente eccezionale. Non mi sono mai sentito solo, anzi ho passato tanto tempo al centro sportivo e sempre in divisa della Reggiana. Alla fine si faranno i processi ma io ho dato tutto e con dignità». W.M. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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