Reggiana, per il post Bisoli il favorito è Luciano Foschi
Il tecnico reggiano d’adozione è reduce da una stagione al Renate. In alternativa, si pensa alla promozione di Andrea Costa, attuale allenatore della Primavera granata
Reggio Emilia È prevista per la giornata di oggi (22 maggio) l’investitura ufficiale di Ivano Vacondio quale direttore generale e di Doriano Tosi quale direttore tecnico. Vacondio avrà un ampio mandato che comprenderà non solo i settori strettamente connessi alla gestione societaria, ma anche il comparto tecnico, tanto che avrà uno stretto rapporto di collaborazione e di confronto con Tosi, come successo in questi ultimi giorni. Il nuovo direttore tecnico avrà come stretto collaboratore un giovane direttore sportivo. Tutti gli indizi, in tal senso, portano a Marco Bernardi, reggiano e direttore sportivo del Carpi dal 2024 con cui è legato con un altro anno di contratto. Prima di vederlo in granata, dovrà essere il presidente Lazzaretti a liberarlo del vincolo. Per Bernardi si tratterebbe di un ritorno alle origini dato che ha iniziato la sua carriera proprio nella segreteria del settore giovanile della Reggiana. Un’alternativa è Michele Malpeli, attuale team manager granata in possesso del patentino, cui non manca l’ambizione di svolgere il ruolo di direttore sportivo. Quella del ds sarà una scelta importante, forse la prima che farà il nuovo direttore tecnico Doriano Tosi.
Ivano Vacondio avrà pieni poteri a livello gestionale e avrà come riferimento per quanto riguarda gli uffici, il vice presidente Giuseppe Fico che già in queste settimane ha sostituito in questa funzione il dimissionario Vittorio Cattani. Fico manterrà anche la delega del settore giovanile, un segmento del club cui il vice presidente è particolarmente affezionato e che negli ultimi dodici mesi ha fatto un deciso scatto in avanti. Non a caso la Primavera2 oltre a proporre dei validi ragazzi è arrivata ai quarti di finale dei playoff, l’Under 16 ha vinto dopo 13 anni il torneo Zini e l’attività di base ha messo in campo una straordinaria quantità di iniziative culturali e sportive senza contare la partecipazione a tantissimi tornei a livello nazionale. Carmelo Salerno manterrà il ruolo di presidente e di amministratore delegato con un incarico più istituzionale e di rappresentanza della proprietà a tutti i livelli. Vacondio e Tosi, pur mantenendo la massima autonomia a livello decisionale, per tutte le varie scelte dovranno avere l’avvallo del patron Romano Amadei che sarà coinvolto in prima persona alla stregua del presidente Salerno e del vice presidente Fico.
Oggi sarà quindi messo il primo tassello della Reggiana 26/27 ma è logico che anche a livello tecnico qualcosa si è già mosso. Per ciò che concerne la scelta dell’allenatore l’idea è di puntare su di un tecnico di provata esperienza oppure su di un tecnico giovane emergente ma che abbia una peculiarità: il sangue granata nelle vene. Non a caso il primo pensiero è per Luciano Foschi, ex allenatore della Reggiana dal 2005 al 2007, reggiano d’adozione e visceralmente affascinato dall’idea di tornare in granata. Foschi è reduce da una brillante stagione col Renate e ha rinunciato al contratto che aveva anche per il prossimo anno per essere libero di poter fare questa scelta. Allo stesso tempo ha rifiutato proposte interessanti come quella del Novara ma non solo. Luciano Foschi vuole tornare a casa e allenare per il gusto di insegnare calcio nel territorio che ama.Inutile rimarcare i successi che Foschi ha ottenuto in questi tanti anni di milizia da allenatore, in particolar modo la straordinaria promozione col Lecco e poi i grandi risultati ottenuti a Ravenna e con il Renate: è un allenatore che conosce alla perfezione la serie C ma soprattutto l’ambiente granata ed è apprezzato e stimato da tutti i reggiani. Nel suo palmares ci sono tre promozioni di cui va particolarmente fiero anche se conquistate in categorie diverse. Anche in virtù di tutto questo, Foschi viene visto come l’allenatore giusto per una ripartenza, forte della sua esperienza e della capacità di fare tesoro di ciò che avvenne nel 2005 quando gli venne affidata la Reggiana in serie C2 dopo il fallimento.
Il tecnico si sente parte integrante del club tanto che qualche mese fa aveva dato la sua disponibilità anche per un eventuale ruolo nel vivaio granata. Proprio il settore giovanile ha messo in mostra un profilo che la dirigenza granata non può ignorare: Andrea Costa. Il tecnico della Primavera2 ha compiuto una grande impresa dimostrandosi pronto anche per guidare una prima squadra. Costa ha provato questa esperienza lo scorso anno al Perugia in coppia con Zauli ma per vari motivi non è andata bene. Oggi si sente pronto per guidare la prima squadra della Reggiana. È vero che ha un’offerta irrinunciabile del Como per guidare la Primavera1 ma Costa è un reggiano e soprattutto un "testa quedra". Certo, si parla di un debuttante e in tale senso dovrebbe avere la giusta protezione da parte della società. Un passo che, però, si può mettere in conto, anche per non commettere l’errore fatto con Paolo Zanetti che dopo la brillante stagione con la Primavera granata non venne preso in considerazione per la prima squadra in favore di Menichini e inizio la sua brillante carriera nel Sudtirol. l© RIPRODUZIONE RISERVATA
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