Reggiana-Torres, i granata verso il cambio modulo per ripartire e tornare a vincere
Contro i sardi, il mister Tesser pensa di passare alla difesa a 3, visto anche le tante assenze
Reggio Emilia Tenere fuori dallo spogliatoio le voci sul futuro della società non è semplice. Le discussioni che ruotano attorno agli scenari societari inevitabilmente alimentano curiosità, aspettative e interrogativi. Eppure, in questo momento della stagione, la capacità di isolarsi da tutto ciò che accade fuori dal campo rappresenta una condizione imprescindibile per la Reggiana. È un obiettivo al quale devono contribuire tutti: dai dirigenti Salerno e Fico ai direttori sportivi Bernardi e Marroccu, fino al tecnico Attilio Tesser. Professionisti che, finora, hanno avuto a disposizione le condizioni migliori per lavorare (gli stipendi sono stati pagati anche in anticipo rispetto alla scadenza) e ora sono chiamati a concentrare ogni energia sulla sfida contro la Torres. Una premessa forse scontata, ma necessaria per affrontare con lucidità e determinazione una partita che si annuncia particolarmente delicata.
La formazione sarda arriva infatti al Mapei Stadium attraversando un ottimo momento di forma. La Torres è reduce da sei risultati utili consecutivi e sta vivendo una fase di grande fiducia, anche se lontano da casa ha mostrato qualche difficoltà in più: sconfitta a Livorno e Grosseto, pareggio a Forlì e Campobasso. Le due squadre dovranno fare i conti con diverse assenze. La Reggiana sarà costretta a ridisegnare il reparto difensivo, mentre la Torres dovrà rinunciare agli attaccanti Sorrentino e Scotto. Tesser e Greco si affideranno quindi ai loro uomini più rappresentativi in fase offensiva, Sipos da una parte e Di Stefano dall’altra. Sarà uno dei duelli più interessanti del match. Entrambi hanno iniziato la stagione a ritmi elevati, ma sono a secco da tre partite e cercano il gol del rilancio. La novità per i granata è la prima convocazione del francese Henry. Non ci sarà la cornice delle grandi occasioni. Il divieto di trasferta imposto ai tifosi della Torres priverà la gara di una componente importante, mentre in casa granata l’entusiasmo ha lasciato spazio a delusione e amarezza dopo la prestazione opaca di Pineto. Toccherà alla squadra riconquistare il proprio pubblico attraverso il gioco, il sacrificio e il risultato. Un pubblico che, nonostante tutto, è pronto a sostenere Portanova e compagni fino all’ultimo minuto.
La Reggiana ha l’obbligo di tornare alla vittoria, ma dovrà essere consapevole delle difficoltà che la attendono. La Torres è una squadra organizzata, pericolosa soprattutto quando riesce a ripartire negli spazi. I granata, invece, continuano a pagare qualcosa sul piano difensivo: non solo per il numero di reti concesse nelle ultime settimane, ma anche per le assenze di Ponsi e Tripaldelli che costringeranno Tesser a soluzioni d’emergenza. È possibile un ritorno alla difesa a tre, anche se le scelte definitive dipenderanno dalle condizioni fisiche degli uomini a disposizione. La sfida contro la Torres rappresenta inoltre il punto di partenza di un periodo decisivo. Martedì la Reggiana tornerà infatti a Pineto per disputare gli ultimi 27 minuti della gara sospesa, con l’obiettivo di ribaltare lo svantaggio di 0-2 maturato fino al 72’. Un’impresa difficile, ma non impossibile per una squadra come la Reggiana che possiede le qualità tecniche per risollevarsi immediatamente. Oggi, però, conta soltanto il presente. La Reggiana può battere la Torres e può ancora scrivere una pagina importante anche a Pineto. Per riuscirci serviranno compattezza, spirito di sacrificio, fiducia e quella voglia di lottare che troppe volte rappresenta il confine sottile tra una squadra in crisi e una squadra pronta a ripartire. Tutto dipenderà dall’atteggiamento con cui Portanova e compagni scenderanno in campo. Perché, prima di ogni discorso sul futuro, c’è un presente da difendere.
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