Enduro, magnifico Alberto Elgari: è di nuovo campione iridato
Nella SixDays in Portogallo trionfo azzurro nel Mondiale a squadre
Reggio Emilia Per il secondo anno consecutivo il montecavolese Alberto Elgari si è laureato campione mondiale a squadre di enduro. L’atleta reggiano ha conquistato il titolo alla celebre Six Days disputata in Portogallo, sugli sterrati sabbiosi di Gràndola, nel distretto di Setubal a sud di Lisbona. In sella alla sua Tm 300cc, Elgari ha gareggiato con la maglia della nazionale azzurra nel Trofeo Junior affiancato da Kevin Cristino su Fantic e da Manuel Verzeroli su Tm: si tratta dello stesso affiatato terzetto di piloti che aveva conquistato la vittoria iridata lo scorso anno nella tappa di Bergamo.
Elgari si conferma così la grande promessa italiana della disciplina, dopo un’annata straordinaria che lo ha già visto dominare la scena con la conquista del titolo mondiale Junior — frutto di sei successi nei Gran Prix e undici podi complessivi — e del titolo tricolore assoluto. Nella manche finale riservata agli Under 23 sul tracciato lusitano, Cristino, Elgari e Verzeroli si sono piazzati rispettivamente al terzo, quarto e quinto posto della classifica individuale. Nel computo totale dei tempi, l’Italia ha trionfato con un crono complessivo di 9h40’54’’, staccando di 4’15” la selezione degli Stati Uniti e di 7’09” la Spagna. A livello individuale giovanile, il pilota reggiano è risultato il più veloce dell’intera manifestazione, rifilando oltre tre minuti di distacco all’americano Toby Cleveland, professionista cresciuto sui percorsi del Parco Nazionale di Erin in Tennessee. Con questo nuovo trionfo, l’Italia porta a 35 i successi storici in questa competizione nata nel 1913.
L’impresa è stata completata dalla squadra azzurra Senior — formata da Andrea Verona, Morgan Lesiardo, Samuele Bernardini e Matteo Cavallo — che ha bissato il titolo in 12h28’38’’, precedendo la Francia di 3’33” e la Svezia di 6’51”. «Sono felicissimo per una vittoria non scontata — ha dichiarato Elgari a fine gara —. Fin dal nostro arrivo due settimane fa, le prove speciali si presentavano su terreno duro, diventato via via sempre più sabbioso. Ciononostante le piste ci sono piaciute subito: conoscevamo il nostro valore. Dal primo giorno siamo partiti forte precedendo la Francia, ma l’infortunio alla spalla di Cristino ci ha penalizzati. Kevin è stato eroico a non mollare. Il secondo giorno Verzeroli ha impattato contro un albero riportando una ferita poi suturata. Io ho dato il massimo per mantenere il gruppo in quota. Quando il successo pareva sfumare, al quarto giorno un guasto meccanico ha fermato i francesi a nostro favore. Nelle ultime tappe abbiamo gestito i 3’di margine sugli Usa, chiudendo tutti nella top five finale». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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